Scordatevi rovine, classicità e anticaglie varie, dal 19 al 21 maggio la vecchia Roma si veste di primavera e diventa più avanguardista che mai trasformandosi in Caput Mundi della musica elettronica e della cultura contemporanea con Spring Attitude.
Un festival che giunto alla VII edizione, anche a giudicare dai risultati di pubblico raggiunti lo scorso anno, ridisegna la tradizionale geografia della Capitale, portando le persone ad abbandonare il centro in favore di spazi urbani riqualificati, come l’ex caserma Guido Reni, luoghi culto dell’arte moderna, come il MAXXI, e quartieri che raccontano la storia di un’altra Roma: quella dell’Eur dove si trova Spazio ‘900.

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Proprio al MAXXI infatti si terrà la serata di inaugurazione del festival, durante la quale il museo progettato da Zaha Hadid si vestirà a festa grazie “Altera LVSS” una performance di video-mapping progettata da Gianluca Del Gobbo, Martin Mayer e Fabio Sestili. «Altera LVSS è una creatura mutante – spiegano dallo staff – un videomapping in cui le coordinate audio e video sono continuamente generate in presa diretta, tanto da trasformare la performance in una vera e propria “installazione interattiva” che anima la vertiginose geometrie disegnate da Zaha Hadid».

Altera Lvss
Altro tratto distintivo di questa VII edizione è una buona dose di French Touch con il duo elettronico cult Air, per i meno ferrati quello della colonna sonora de Le vergini suicide di Sophia Coppola, di nuovo sul palco dopo 10 anni di assenza. E gli Acid Arab, altro duo d’Oltralpe approdato allo Spring Attitude grazie alla diretta collaborazione dell’Institut Français con la rassegna “La Francia in scena”.

 

«Altera LVSS è una creatura mutante un videomapping in cui le coordinate audio e video sono continuamente generate in presa diretta, tanto da trasformare la performance in una vera e propria “installazione interattiva” che anima la vertiginose geometrie disegnate da Zaha Hadid».

Gli Acid Arab sembrano inserirsi perfettamente in questo mettere a soqquadro e innovare le geografie tradizionali della Capitale, aprendo non solo al contemporaneo, ma anche alle contaminazioni, all’Oriente, alla sperimentazione. La musica che i due parigini, Guido Minisky e Hervé Carvalho, propongono al pubblico infatti è una sintesi di tutto questo. «Cerchiamo di usare la musicalità della lingua araba e dei dispositivi e tecnologie analogiche per creare qualcosa di nuovo» raccontano gli Acid Arab al The Guardian, «molti flauti che vengono utilizzati nella musica orientale e nord africana hanno un suono crudo e nasale» continuano «il modo in cui vengono registrati può farli suonare come delle “linee” d’acido. Questo non significa che la musica che facciamo sia un prestito culturale, contaminando vogliamo creare qualcosa di diverso e soprattutto essere rappresentativi del tempo in cui viviamo».

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Oltre agli Acid Arab sul palco anche l’americano Rafael Anton Irisarri, uno dei grandi esponenti dell’ambient-drone music; i Red Axes, duo originario di Tel Aviv, e :Absent., uno dei progetti musicali di Ettore Bianconi, artista e sound designer in attività da quasi 10 anni, da sempre autore dei suoni digitali dei Baustelle, che presenterà il suo nuovo album “Tetra”.

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Sempre, il 19 maggio, durante l’opening al MAXXI, John Duncan, padre della sperimentazione sonora, si esibirà con una performance audiovisiva e un concerto in cui coinvolgerà attivamente parte del pubblico.
Mentre con “Deep Dream” prenderà forma il sogno profondo dei NONE, collettivo artistico con base a Roma che ha curato l’allestimento del padiglione italiano al 69° Festival di Cannes e che produce suggestioni al confine tra arte, design e ricerca tecnologica. L’installazione multimediale realizzata per Spring Attitude per esempio prende spunto da un algoritmo scoperto involontariamente da Google. Con “Deep Dream” grazie ad un allestimento composto da un tunnel interamente formato da specchi, video e luci, il visitatore si troverà immerso in uno spazio infinito di immagini generate in modo random attingendo al database google-immagini. L’effetto sarà un bombardamento visivo e sonoro, una metafora del Web che si traduce in una realtà fisica e sensoriale in grado di gettare lo spettatore in uno streaming di dati senza dimensione e soprattutto senza esclusione di gattini, donne in pose più o meno ammiccanti e emoticons rubate ai social network.

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Assolutamente da non perdere Cosmo, cantautore originario di Ivrea a metà fra il pop e l’elettronica, voce della band Drink To Me e Clap!Clap!, alias Cristiano Crisci, uno degli artisti elettronici italiani che più riscuotendo più successo fuori dai confini del Belpaese.

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“Echoes of the Crowd” è invece l’installazione interattiva del collettivo Metapherein che, attraverso un pavimento interattivo e un live visual, mette in scena, all’ex caserma Guido Reni, un’ opera in cui passato e presente coesistono, un meta-luogo della memoria nel quale lo spettatore può vagare a suo piacimento.

Echoes of the Crowd (Trailer) from MetaphereinCollective on Vimeo.

 

Questo giro del mondo in soli tre giorni si concluderà sabato 21 maggio con il nu-rave degli Anudo e il trip hop psichedelico e ballabile di Lamusa per approdare poi a Spazio ‘900 con il rush finale degli AIR, ma anche con l’italianissimo Iosonouncane, grande rivelazione del panorama musicale indie del 2015.

Programma completo e biglietti su www.springattitude.it

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