Quattro mesi fa, Izquierda unida ha ottenuto quasi un milione di voti, ma solo due seggi. Un brutto colpo per gli eredi del partito comunista spagnolo e di altre forze , arrivato tra l’altro mentre l’organizzazione doveva fare i conti con i suoi bilanci in rosso. E allo stesso tempo una nuova forza politica straripava nel Paese, Podemos. Sembrava finita per i comunisti di Spagna. Ma adesso, la nuova alleanza con il partito di Pablo Iglesias già vola in alto nei sondaggi con il 23,2%, 3 punti sopra il Psoe, fermo al 20,2%. Al grande appuntamento del 26 giugno, quando la Spagna tornerà al voto, le due forze politiche si presenteranno strette in un’alleanza, su cui fino a poco tempo fa nessuno avrebbe scommesso. Unidos Podemos, uniti possiamo.

E, a scanso di equivoci, per sugellare l’accordo, i due leader si sono stretti in un abbraccio a Puerta del Sol, la piazza di Madrid che fu scenario della nascita del movimento degli “indignados” nel 2011. Alberto Garzón di anni ne ha trenta, e di dubbi nessuno: «Non è il sorpasso sui socialisti l’obiettivo, ma vincere le elezioni». Dice così a Left il leader di Izquierda unida, mentre si concede per un’intervista fatta a colpi di messaggi vocali tra una riunione e un comizio di piazza.

Alberto Garzon, Unidos Podemos è un’alleanza elettorale, con le idee chiare: vincere per governare. Conosciamo ormai le parole d’ordine di Podemos: la contrapposizione tra alto e basso, ha preso il posto di sinistra-destra. Al leader della “Sinistra unita” è d’obbligo chiedere: con questa coalizione anche voi ve la lasciate alle spalle?
Qui non si tratta di sostenere un dibattito scolastico, ma sui contenuti politici. In qualunque modo ognuno scelga di definirsi, qualunque nome dia alla sua identità, l’importante è che ci si confronti sul terreno della politica concreta. In questa alleanza noi di Izquierda unida siamo senz’altro la sinistra della coalizione, poi c’è gente che si definisce in altro modo: come il “basso” o come “il 99%”, ma cosa importa? Non sono queste etichette che ci interessano, ma, ribadisco, è il contenuto politico che importa.

Questo articolo continua sul numero 23 di Left in edicola dal 4 giugno

 

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