Altri due neri morti ammazzati per le strade d’America. Un’altra pattuglia incapace di contenere la reazione di una persona fermata se non a colpi di pistola e un poliziotto preso dal panico che apre il fuoco senza motivo. Due video terribili. In uno si mostra come la persona da “contenere” fosse già immobilizzata e non pericolosa oltre una certa misura. Nell’altro vediamo la persona morire, filmata dalla ragazza in auto con lui, mentre fuori il poliziotto che ha sparato urla «tenga le mani in vista».

Philando Castile aveva 32 anni, è stato fermato a Saint Anthony, Minnesota e secondo la versione della fidanzata in auto con lui, il poliziotto gli ha chiesto i documenti, lui ha fatto per prenderli dicendo «ho anche una pistola», ed è stato colpito. Tutto filmato, nove minuti terribili che trovate qui, e che non pubblichiamo.

Alton Sterling aveva 37 anni, viveva a Baton Rouge, Louisiana, dove è morto ucciso da due poliziotti bianchi. La pattuglia è intervenuta dopo che una telefonata anonima aveva segnalato che un uomo che vendeva Cd in strada lo aveva minacciato con una pistola. L’auto della polizia è intervenuta, c’è stato un litigio e – secondo un testimone, che lavora nel negozio davanti al quale è avvenuta l’uccisione – un poliziotto ha colpito Sterling con un taser e, mentre questi era a terra, l’altro gli ha sparato un numero imprecisato di colpi. Almeno quattro. Il testimone ha anche dichiarato che non sembrava che Sterling avesse una pistola e che, semmai, gli è parso che questa gli fosse stata già sottratta. Tra l’altro la Louisiana consente di girare con pistole senza nemmeno dover ottenere una licenza, richiesta solo se queste sono nascoste.

Il video qui sotto, ripreso con un cellulare, mostra come, in effetti, le cose siano andate proprio così. L’unica cosa che non sappiamo è se Sterling fosse armato, di certo, dalle immagini non sembra avere in mano una pistola e, se ne avesse avuta una in tasca – il poliziotto grida “gun” – nel momento in cui viene ucciso, che stia facendo qualcosa per prenderla. Altro particolare, i due poliziotti avevano le telecamere appuntate sul petto, come viene ormai chiesto si faccia per evitare situazioni come quella che ha portato all’uccisione di Sterling, ma queste sono cadute durante la colluttazione. O almeno questa è la versione del dipartimento di polizia locale.

Attenzione, il video contiene immagini che potrebbero urtare la vostra sensibilità

 

Poche ore dopo la morte di Sterling e la diffusione del video online, a Baton Rouge sono scese centinaia di persone in strada. Manifestazioni sono previste oggi. È presto per sapere se la morte di Alton Sterling genererà una nuova rivolta. Il fatto positivo, rispetto ad altri episodi simili a cui la comunità afro-americana ha assistito in questi anni è che il governatore della Louisiana John Bel Edwards è immediatamente andato in televisione a definire le immagini “disturbanti”. Edwards era circondato da afroamericani – tutti tranne un poliziotto – e ha annunciato le indagini verranno condotte dalla divisione per i diritti civili del Dipartimento di Giustizia, ovvero che diminuisce il rischio di manipolazione. Il governatore dice che «avendo visto il video, ci sono elementi preoccupanti». Edwards ha ovviamente invitato alla calma, dicendo: «So che ci sono proteste in corso, mantenetele pacifiche».

Da mesi gli Stati Uniti sono attraversati da proteste, rabbia, manifestazioni e da una profonda riflessione sulla discriminazione nei confronti della comunità afroamericana. Il Pew Research Center ha interrogato un campione di persone che evidenzia una grande divisione tra le comunità: se l’88% dei neri ritiene che la comunità sia discriminata e che in America ci sia un problema di rapporti tra le razze, solo il 55% dei bianchi la pensa allo stesso modo. La divisione tra questi ultimi è secondo strette linee di appartenenza politica: i repubblicani pensano che il problema non esista e che Obama abbia peggiorato le cose.

È difficile sapere con esattezza quanti morti ammazzati facciano i poliziotti Usa in un anno: i dati sono locali, federali e così via. E non c’è un lavoro sistematico delle istitzuoni per registrarli. Le stime parlano di più di mille all’anno, con una sproporzione enorme tra neri e bianchi uccisi (il rapporto è più o meno uno a cinque).

(La conferenza stampa della NACCP, a destra la sorella di Adam Sterling- AP)

Poco dopo la diffusione della notizia, sui social networks si sono moltiplicati i rilanci del video (qui sotto) con cui Jesse Williams, attore che lavora a Grey’s Anatomy ha accettato un premio per l’impegno civile. Il discorso di Williams è durissimo nei confronti dei bianchi e della polizia e invita alla lotta della comunità. In platea riconoscerete tra gli altri Spike Lee e Samuel Jackson. Tra le altre cose Williams dice: «La polizia riesce a far rientrare le situazione e disarmare i sospetti quando questi sono bianchi e che con i neri è vero il contrario (…) Se criticate la nostra resistenza, sarà bene che abbiate un bel discorso di critica sulla nostra oppressione». Dopo la diffusione del video petizioni per far licenziare o far rimanere Williams come personaggio della serie Tv prodotta da ABC si sono moltiplicate raccogliendo migliaia di firme.

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