Viaggiare senza barriere è la nuova guida che Lonely Planet ha deciso di diffondere gratis, rendendola scaricabile dal proprio sito (qui il link per scaricare il pdf) in vista delle vacanze, come incoraggiamento, offrendo gli strumenti per poter programmare un viaggio, anche se ci si deve spostare in carrozzina o con altri supporti. Anche per questo, precisa Silvia Castelli che si occupa delle guide Lonely Planet, «la nostra non è una “guida” nel senso tradizionale del termine. Piuttosto è una disamina attenta e ben curata delle risorse online a disposizione dei viaggiatori con difficoltà motorie. Tutto è cominciato dall’iniziativa di un autore che usa la sedia a rotelle a cui si è aggiunto il supporto di organizzazioni ufficiali, ma importanti sono state anche le segnalazioni da tutto il mondo», precisa Silvia Castelli di Lonely Planet-EDT.

Come è nato il progetto?

L’idea che ci ha mosso è stata proprio di entrare in questo flusso di informazioni, di esserne parte attiva: i viaggiatori con disabilità, soprattutto motoria, sono una parte importante della nostra comunità di viaggiatori, e sono sempre più decisi a non perdersi l’opportunità di vedere il mondo.

Un’esigenza che può essere soddisfatta però con costi assai più alti di quelli che devono affrontare gli altri viaggiatori?

Si può fare tutto, ma il costo a volte appare proibitivo: diventa quindi fondamentale poter accedere a risorse informative che aiutino i viaggiatori con disabilità a organizzare al meglio il loro viaggio trovando soluzioni adeguate al loro budget. Un altro grande obiettivo della guida, a cui ben volentieri abbiamo aderito, è la diffusione di blog di viaggiatori con difficoltà di vario genere che raccontano come affrontano pragmaticamente i loro problemi. In questi blog si incontrano storie di portatori di handicap, ma anche storie di persone affette da gravi patologie come la Sla, di famiglie con figli epilettici oppure di persone che devono sottoporsi alla dialisi pur continuando a viaggiare. In Italia non c’è ancora abbastanza apertura e in molti non hanno il coraggio di far valere le loro richieste presso tour operator, alberghi o musei. Non dev’essere necessariamente così, dicono i testimonial della nostra guida: aiutateci a dimostrarlo sempre di più.

Quali sono i Paesi più attrezzati ad accogliere viaggiatori disabili?

La guida considera sostanzialmente tre categorie di informazioni online: quelle ufficiali e istituzionali (governi municipali, provinciali, statali, ente parchi e quant’altro), quelle di operatori privati del settore (dal database alberghiero all’agenzia di volo in tandem…) e quelle di privati cittadini e/o organizzazioni senza scopo di lucro. Se pensiamo alle istituzioni, la palma d’oro potrebbe andare all’Australia, ma si piazzano bene anche la Nuova Zelanda (che ha sentieri attrezzati nei parchi nazionali), il Regno Unito (con una mappa di tutti i teatri di Londra accessibili, per esempio), la Germania (che ha sviluppato un’ottima app per segnalare sulle mappe cittadine tutti i luoghi accessibili).

E quelli a cui va la medaglia nera?
Difficile assegnare la maglia nera in base alle informazioni fin qui raccolte: in tutta Europa, anche grazie a finanziamenti europei, sono nate molte iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica; molti dei siti citati nella guida dimostrano che c’è voglia di fare. Che cosa, poi, le singole istituzioni facciano realmente per rendere più semplice l’accesso a chi ha difficoltà motorie è difficile da dire.

Ci sono gruppi autorganizzati di viaggiatori disabili, a cui potersi collegare?
Molti dei siti che abbiamo appositamente ricercato per l’Italia e la Svizzera (con l’aiuto della presidente dell’ENAT) sono di associazioni senza scopo di lucro che fungono da centrale di raccolta dati. In qualche caso si tratta di iniziative di singoli che, oltre a mettere a disposizione di tutti la propria esperienza di disabilità, si avvalgono della collaborazione di varie associazioni che si sono messe in rete per condividere informazioni utili sulla disabilità, e per promuovere azioni comuni sul territorio. Esistono anche dei siti che catalogano strutture ricettive accessibili ai disabili, in Italia e nel mondo, e che raccolgono le segnalazioni di persone affette da diversi tipi di disabilità che hanno visitato in prima persona le strutture. È uno di quei casi virtuosi in cui la rete, con la sua capacità di diffondere le informazioni a una velocità impensata fino a poco tempo fa, riesce a ovviare alla lentezza che spesso affligge le istituzioni.

La foto in apertura è di © Yoko Whyte

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