AGGIORNAMENTO ore 14

Tre giorni di lutto nazionale, 50 bambini ricoverati in ospedale. Ancora non si hanno notizie di alcuni italiani presenti a Nizza: la Farnesina non esclude che possano essere tra le vittime. 

CHI ERA L’ATTENTATORE
È suo, confermano gli investigatori, il documento d’identità trovato a bordo del camion refrigerato con il quale ha ammazzato 84 persone, ferendone oltre un centinaio. È cittadino tunisino (e non di doppia nazionalità come sembrava nei primi momenti) e si chiama Mohamed Lahouaiej Bouhlel, trentunenne nativo di Sousse e residente a Nizza. Non aveva alcun precedente legato al jihiadismo o al terrorismo né era schedato o noto ai servizi di sicurezza francesi e tunisini. La polizia lo aveva fermato e identificato in più occasioni per violenza privata – reato per il quale sarebbe stato condannato lo scorso marzo -, furto, violenza domestica e uso di armi.

Stamattina le forze dell’ordine hanno individuato e perquisito la sua abitazione, in un quartiere popolare nella parte orientale della città. Padre di tre figli, pare vivesse in condizioni economiche precarie – aveva fatto consegne per un anno, secondo la polizia – e che stesse divorziando, tanto che alcuni testimoni dicono che ultimamente appariva «depresso e instabile». I vicino lo descrivono come una persona solitaria, spesso in pantaloni corti e scarpe di sicurezza, e non religioso, o comunque non praticante, dal momento che non aveva osservato il digiuno del Ramadan. France 24 riporta che l’uomo ha ottenuto la patente per guidare mezzi pesanti come il Tir della strage soltanto un anno fa. E che proprio per aver perso il controllo di un camion era stato fermato a fine giugno.

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Finiti gli Europei di calcio, la Francia si rallegrava per il successo della macchina della sicurezza. E ieri celebrava la festa del 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, anche a Nizza, sulla Promenade des Anglais, quando quel camion bianco ha percorso 2 chilometri di lungomare a 80 all’ora travolgendo la folla festante poco dopo lo spettacolo dei fuochi d’artificio. 84 morti e oltre 100 feriti, almeno 15 in condizioni gravissime. Non è ancora accertato, ma numerosi testimoni parlano anche di spari rivolti controlla folla.

Alla guida del camion ci sarebbe stato un 31enne franco-tunisino che viveva a Nizza, ucciso dalle forze di sicurezza. L’uomo, che avrebbe noleggiato il tir per compiere la strage, sarebbe già noto alle forze dell’ordine ma non per fatti legati alla radicalizzazione e al terrorismo di matrice islamica. Il portavoce del ministero dell’Interno francese ha spiegato che non è ancora accertato se abbia agito da solo o con dei complici. Una fonte della polizia ha dichiarato all’Afp che almeno una pistola è stata trovata all’interno del tir, ma secondo altre fonti di polizia ci sarebbero state a bordo del veicolo una granata inattiva e alcuni fucili, elemento che rafforza l’ipotesi della presenza di complici.

Questa notte Francois Hollande, che ha convocato un Consiglio ristretto di sicurezza e difesa per le 9 e poi si recherà sul luogo della strage, ha annunciato una serie di misure, tra cui l’estensione per altri tre mesi dello stato di emergenza che avrebbe dovuto cessare il 26 luglio e poche ore prima dell’attentato, a margine delle celebrazioni del 14 luglio, lo stesso Hollande aveva confermato invece di non voler rinnovare.

«Non ci stancheremo di combattere il terrorismo» ha detto il presidente francese. «Ho deciso, su proposta del primo ministro e dei ministri della Difesa e degli Interni, che manterremo alto il livello di funzionamento dell’operazione Sentinel, che può mobilitare 10.000 soldati e altri gendarmi e polizia. Ho anche deciso di fare appello alla riserva operativa, per alleviare il personale di polizia e militari. Li possiamo impiegare in tutti i luoghi in cui abbiamo bisogno di loro, e in particolare nel controllo delle frontiere». Nella notte alcuni siti hanno associato allo Stato islamico l’attentato, ma non è ancora giunta alcuna rivendicazione.

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