In El Salvador l’aborto è illegale dal 1998. Per le donne che scelgono di abortire – anche coloro che sono costrette, a seguito di uno stupro o per salvaguardare la propria salute – le pene possono arrivare fino ad 8 anni di carcere. I diritti delle donne sembrano oggi, però, ancora più a rischio: il partito conservatore ha proposto di alzare quelle pene fino a 50 anni. La mozione presentata dalla destra al Congresso del piccolo paese sudamericano prevede infatti un inasprimento delle sanzioni e delle condanne per le donne che scelgono di abortire e per i medici e gli operatori sanitari che forniscono loro servizi di assistenza. A pochi mesi dall’appello ufficiale del governo a contenere il numero delle gravidanze per paura che il virus della Zika possa diffondersi ulteriormente, il partito repubblicano lancia un duro attacco contro la salute e i diritti delle donne.

El Salvador è il paese con la legislazione antiabortista più restrittiva del Sud America – e del mondo. Le interruzioni di gravidanza clandestine nel Paese sono state, ad oggi, 19,000 e hanno messo a duro rischio la salute delle donne, soprattutto delle più giovani. Come se non bastassero i rischi, le donne el salvadoregne si trovano costrette ad affrontare anche pene durissime per crimini legati all’aborto. Secondo alcune stime delle organizzazioni locali, sono 17 le donne ad essere state incarcerate a seguito di un aborto clandestino o per essere state costrette a praticare un raschiamento a seguito di un’interruzione spontanea. Punire penalmente le donne che decidono di abortire e coloro che offrono loro supporto medico è una scelta irresponsabile. A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che in un rapporto ha dimostrato che l’impiego della legislazione antiabortista nulla può nell’arginare l’esercizio della pratica. Anzi, l’unico risultato prodotto è quello d’aumentare il ricorso ad aborti clandestini, aborti che non possono che peggiorare le già fragili condizioni di salute delle donne d’El Salvador.

 

Amnesty International ha duramente condannato la proposta del partito conversatore el salvadoreno e su Twitter la campagna #MenosPenasMasSalud accoglie l’indignazione delle donne e degli uomini che si oppongono alla mozione.

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