Feliz Navidad Espana, è il caso di dire. Alle ore 21 La Cortes voterà ancora, e per l’ultima volta. òa fiducia a Mariano Rajoy. E sarà ancora una volta, un No. A questo punto, la Spagna andrà dritta dritta verso le terze elezioni in un anno, fissate il 25 dicembre. A meno che nuove alleanze non nascano in tempo, e cioè entro due mesi.

Al primo voto, di mercoledì, Rajoy ha ottenuto 170 voti a favore e 180 contro. E i socialisti hanno confermato che il loro No rimarrà tale anche al secondo voto di questa sera alle 21. A questo punto, re Felipe riaprirà le consultazioni con i partiti per nominare un altro primo ministro incaricato. La soluzione dovrà arrivare entro il 31 ottobre, due mesi di tempo come previsto dalla Costituzione spagnola, per un nuovo governo. Potrebbe essere – difficilmente – ancora una volta Rajoy, o – molto più probabile – il socialista Pedro Sanchez o anche qualcuno che non fa parte del Parlamento, purché sia di nazionalità spagnola e abbia i diritti politici, dice la Costituzione.

Tanto è certo che Rajoy non ce la farà, che già si discute delle terze elezioni, previste per il giorno di Natale. Mariano Rajoy ha promesso agli spagnoli che non rovinerà loro il cenone e che riuscirà a trovare un accordo per cambiare data. E, almeno su questo, l’accordo sembra alle porte. Inclusa Unidos Podemos che scongiura l’incremento dell’astensione. E, però, approfitta per ricordare: «Si può fare ancora molto per evitare le terze elezioni». Il messaggio è ovviamente diretto al Psoe di Pedro Sanchez che da questo momento ha in mano la situazione.

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