«La vittoria del No al referendum costituzionale che affosserebbe il Monte dei Paschi? È un ricatto pilotato», commenta così Giulio Marcon, deputato di Sinistra italiana, la notizia che oggi Repubblica sbandierava nelle pagine di economia con il titolo altisonante: “L’ombra referendum su Siena”. Secondo il quotidiano, «al voto del referendum è legata anche la ricapitalizzazione da 5 miliardi del Monte dei Paschi in cui si stanno impegnando Jp Morgan e Mediobanca». Da qui la volontà di “farsi sentire” da parte dei colossi Morgan Stanley e Goldman Sachs con studi e ricerche, si legge sempre su Repubblica. Ed ecco il “verdetto” di Morgan Stanley: «Noi pensiamo che una vittoria del No andrà a influenzare le banche italiane, creando difficoltà per la ristrutturazione di Mps e un rischio di contagio per tutto il settore bancario europeo», si legge sul quotidiano.  Parole pesanti come il piombo.

«È chiaro che il tracollo del Monte dei Paschi sarebbe un fattore importante di crisi sia a livello nazionale che per il sistema bancario europeo. Ma dietro a un’informazione allarmistica di questo genere c’è sempre il sospetto di una manina che gestisce la comunicazione, a vantaggio di chi vuole vinca il si», replica Marcon. È un allarmismo strumentale che non ha fondamento, continua il deputato. «Sulla vicenda Monte dei Paschi il governo sarà costretto a interventi e quindi non ci sarebbe lo scenario paventato da Morgan Stanley sui rischi della ricapitalizzazione e sul futuro del Mps».
Poi Marcon cita un altro caso di referendum che ha tenuto tutti – banche comprese – con il fiato sospeso. «Sulla vicenda Brexit c’erano tante paure rispetto ai mercati internazionali e alla tenuta dell’euro poi rivelatesi assolutamente infondate».

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