Poetico e realistico,  racconta la vita di un ragazzino di colore che cresce in un quartiere degradato, il film Miami, Moonlight di Barry Jenkins che apre l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, (dal 13 al 23 ottobre, all’Auditorium Parco della Musica, al MAXXI e alla Casa del Cinema). Un film che parla di razzismo, di appartenenza, di lotta per per trovare un proprio posto nel mondo. È il secondo lungometraggio  di Jenkins, dopo Medicine for Melancholy, che ha ricevuto tre nomination per l’ Indipendent Spirit Awards. Cercherà di raccontare l’America oggi da differenti punti di visti la seconda edizione della Festa delcinema diretta da Antonio Monda, pensando alle prossime elezioni e al duello Hillary Clinton- Donald Trump, a cui molti degli autori  americani invitati al festival romano sono radicalmente contrari.

A cominciare da Oliver Stone che alla Festa del cinema presenta il film Snowden e incontra il pubblico per parlare di quel che sta accadendo nella politica Usa. A cui è dedicata anche una delle retrospettive curate da Mario Sesti, con quindici film che hanno fatto la storia del cinema americano, da John Ford e Frank Capra a Steven Spielberg.  La festa del cinema cercherà di leggere il presente indagandone le radici nel passato, anche presentando inedite accoppiate.  Per esempio, Birth of a Nation di Nate Parker sarà affiancato dal film omonimo di Griffith del 1915 (che Parker evoca fin dalla scelta del titolo).

Oltre alla corsa per le presidenziali gli altri temi che percorrono il programma della Festa del cinema 2016 sono la rivoluzione tecnologica con il nuovo, graffiante, docufilm di Werner Herzog,  Lo and Behold. Internet: il futuro è oggi, in cui il regista di Fitzcarraldo e dell’Enigma di Kaspar Hauser,che racconta gli arbori del web e   la precarietà del posto di lavoro, «argomento che domina i tre film italiani proposti nella selezione ufficiale», sottolinea Monda.  Molta attenzione quest’anno anche al cinema messicano e a quello rumeno che sta attraversando un periodo particolarmente vivo, sperimentando con generi e linguaggi differenti.  Molto spazio nel programma è dedicato anche al mondo della musica e dell’arte contemporanea. Quest’anno Antonio Monda ha avoluto dedicare uno spazio a film che parlano di arte e ai suoi protagonisti, a cominciare da Gilbert&George che hanno segnato con le loro bizzarrie pop la stagione anni Settanta della Brit Art.

Alla Festa del cinema si parlerà anche di architettura, grazie all’ incontro con Daniel Libeskind che ha ideato il Jüdisches Museum di Berlino e, fra molto altro, firma la ricostruzione  del World Trade Center di New York. Molto ricca quest’anno è la sezione “incontri ravvicinati”, in cui il direttore artistico del festival dialoga con attori, registi, scrittori,  in gran parte statunintensi. Per tutta la durata della rassegna il salotto letterario che Monda anima tutto l’anno a New York si trasferisce a Roma ospitando – fra molti altri – gli attori Meryl StreepTom Hanks e Viggo Mortensen,  il volto di Aragorn nella trilogia de Il signore degli Anelli e candidato all’Oscar per La promessa dell’assassino di David Cronenberg. Ma soprattutto sono da non perdere gli incontri il drammaturgo e  premio Pulitzer David Mamet e soprattutto con lo scrittore Don DeLillo. Nato nel Bronx da una famiglia di origine italiana, con libri come Rumore bianco ha raccontato la fine del sogno americano e l’agghiacciante vuoto che si nasconde in una società in cui la felicità è basata sul consumo, sul controllo ossessivo attraverso telecamere, sulla proprietà privata e l’esclusione. Amante del cinema di Michelangelo Antonioni e da sempre attento a quel  che si muove nel mondo dell’arte contemporanea, DeLillo parlerà delle sue passioni incontrando il pubblico della Festa. Autore schivo,  che non ama le interviste,  non capita spesso di incontrarlo a festival e rassegne. Occasione imperdibile, dunque per chi ama la sua letteratura, considerata dai critici un emblema del postmoderno, ma che del postmoderno offre una visione critica e disincantata.  Su questa linea si muove anche il suo ultimo romanzo Zero K,  pubblicato ad inizio ottobre in Italia  da Einaudi e che racconta di un’azienda  di ricerche biomediche che, con nuove tecnologie informatiche, riesce a conservare i corpi e le coscienze fino al giorno in cui la medicina potrà guarire ogni malattia.

 «Non esiste pellicola mediocre redenta dal glamour del red carpet» scrive Monda, promettando un’edizione della Festa del cinema che  guarda alla qualità e che oltre alla  selezione ufficiale, alle retrospettive, agli omaggi presenta quest’anno un convegno dedicato alla critica cinematografica e la sezione ” tutti ne parlano” con «alcuni tra i migliori film presentati in altri Festival che non sono stati ancora distribuiti in Italia». La Festa 2016 presenta 45 tra film e documentari, provenienti da 26 paesi diversi.  Fra i film più attesi Foster Jenkins di Stephen Frears, Manchester by the sea di Kenneth Lonergan e Moonlight di Barry Jenkins. Riguardo al cinema italiano, molto atteso è il film Sole cuore amore di Daniele Vicari, ma ci sarnno anche 7 minuti di Michele Placido e Naples ’44 di Francesco e Maria per Roma dell’esordiente Karen Di Porto.

E per cercare la qualità, Antonio Monda guarda al passato del cinema italiano con retrospettive dedicate a Valerio Zurlini e a Luigi Comencini,  nel centesimo anniversario della nascita, riprendendo un cult come Pinocchio. Mentre altre proposte di giovani autori s’incontrano nella rassegna dedicata al pubblico più giovane,  Alice nelle città, quasi un festival nel festival. In questo ambito sarà presentato In Bici senza Sella, opera prima di sette giovani registi esordienti. Il film, che ha già vinto il Toronto Independent Film Award come Miglior Film, uscirà nelle sale il 3 novembre distribuito da Zenit distribution. (qui l’intervista ad Alessandro Giuggioli, ideatore del progetto). il programma completo di Alice nelle città,  all’Auditorium e al Cinema Admiral, è pubblicato qui : www.alicenellecitta.com

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