La situazione ad Aleppo è drammatica e gli ospedali, da mesi, faticano a far funzionare i loro presidi sanitari. Alcuni sono stati attaccati e resi inagibili in questi giorni. Il video di Medici Senza frontiere qui sotto è un resoconto della situazione fatto da un medico che vive e lavora nella città assediata.

L’organizzazione internazionale ricorda come in città ci siano solo 35 medici nella zona est di Aleppo e solo sette di loro sono in grado di effettuare interventi chirurgici su feriti di guerra, secondo gli ultimi dati della Direzione della sanità. “I pazienti hanno accesso limitato alle cure sanitarie nei pochi ospedali ancora attivi e parzialmente funzionanti.

Soltanto tra il 6 e l’8 di ottobre, gli ospedali nell’est di Aleppo hanno riferito di aver ricevuto almeno 98 feriti, tra cui 11 bambini, e 29 persone uccise dagli attacchi aerei. “Durante i pesanti bombardamenti, i pazienti feriti dormono davanti agli ospedali, perché le sale e i corridoi sono pieni”, racconta Ahmed Laila, capo della Direzione della sanità di Aleppo est.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) inoltre, gli ospedali e le organizzazioni mediche sono preoccupati per le scorte di carburante, essenziali per il funzionamento dei servizi e delle 21 ambulanze che attualmente stanno lavorando in una zona di circa 250.000 persone. «Il blocco ha portato, tra le altre cose, alla mancanza di carburante che ha paralizzato la città. Le strutture mediche sono sul punto di rimanere senza elettricità, il che potrebbe bloccare la loro attività salvavita», aggiunge Pablo Marco, coordinatore delle operazioni di MSF in Medio Oriente.

Quattro grandi ospedali di riferimento supportati da MSF sono stati bombardati nelle zone controllate dall’opposizione nel Governatorato di Damasco rurale. Questi incidenti fanno parte di un’intensa campagna militare da parte del governo siriano e dei suoi alleati sulle aree controllate dall’opposizione.

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