«Spray urticanti, nonostante la presenza di minori e persone malate. Cariche all’interno dello stabile con una testa rotta, e fuori sei contro i solidali accorsi», denunciano da Bologna mentre è in corso lo sgombero in corso di De Maria. All’alba di oggi, 11 ottobre, i blindati della polizia e dei carabinieri hanno chiuso le strade agli incroci con via Tiarini e via Niccolò dall’Arca. Anche l’ingresso alla stazione di via Carracci è stato chiuso, tra le proteste dei pendolari.

Lo sgombero riguarda lo stabile occupato in via Mario De Maria 5, alla Bolognina, dove da più di due anni e mezzo vivono decine di famiglie italiane e straniere. È l’ultima occupazione abitativa del collettivo Social Log, seguita agli sgomberi dell’ex Telecom e dell’edificio in via di Mura di Porta Galliera.

Tutto intorno allo stabile, gli scontri tra polizia e manifestanti. In via Matteotti, dove il traffico è stato bloccato da cassonetti spinti in strada. E in via Carracci dove si è formato un presidio di una trentina di attivisti, dietro lo striscione: «La casa è un diritto». L’intero quartiere nella mattinata è stato travolto dalle tensioni. Gli scontri si sono spinti fino a piazza dell’Unità. Traffico in tilt.

«Hanno tolto acqua e luce, stanno tagliando i cancelli dentro il palazzo. Le famiglie sono comunque determinate a resistere. Ci chiediamo dov’è l’assessore alla casa Virginia Gieri e dove sono i servizi sociali», protesta Fulvio di Social Log. Mentre la consigliera di Coalizione civica Emily Clancy denuncia che le viene impedito di assistere alle operazioni di sgombero. «È questa la politica abitativa del Pd del sindaco Merola e di Renzi», dicono per le strade di Bologna.

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