Una petizione firmata da più di 150mila cittadini europei chiede la sospensione dei diritti pensionistici per l’ex-Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, reo di per aver accettato un incarico presso Goldman Sachs.

L’iniziativa è stata lanciata da impiegati delle istituzioni europee e rappresenta un caso storico di mobilitazione. Nel dettaglio, ben 70mila firme sono state raccolte in Francia e 55mila in Germania. La petizione invoca un’investigazione indipendente sulla condotta di Barroso alla luce dei dettami dell’articolo 245 sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che recita:

“Fin dal loro insediamento, essi [i membri della Commissione europea] assumono l’impegno solenne di rispettare, per la durata delle loro funzioni e dopo la cessazione di queste, gli obblighi derivanti dalla loro carica, ed in particolare i doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l’accettare, dopo tale cessazione, determinate funzioni o vantaggi”.

Nel frattempo, anche nel Parlamento europeo le questioni legate alla trasparenza e ai conflitti d’interesse sono all’ordine del giorno.

Durante un dibattito parlamentare di settimana scorsa a Strasburgo, un funzionario della Commissione europea ha accusato il Parlamento europeo di applicare due pesi e due misure quando si parla di buona condotta dei funzionari pubblici. Le allusioni della Commissione facevano riferimento al dossier sulla trasparenza, in mano al deputato dei Verdi, Sven Giegold, e congelato da settembre. Proprio Giegold ha però accusato i conservatori di fare ostruzionismo sul tema.

Eppure le porte girevoli tra politica e business continuano a fare notizia anche altrove.

In Germania, per esempio, Peer Steinbrück fa ha lasciato il suo incarico parlamentare al Bundestag tedesco per diventare “advisor” del consiglio di amministrazione della banca ING-DiBa. E’ vero, Steinbrück non sarà un VIP fuori dai confini, ma è pur sempre stato ministro delle Finanze tedesco tra il 2005 e il 2009, nonché candidato Cancelliere del Partito socialdemocratico alle scorse elezioni politiche del 2013.

Allo stesso tempo, è notizia di qualche giorno fa che l’ex referente per l’area “politica energetica” del ministero dell’Economia tedesco ha accettato la posizione di “Senior Advisor for Governmental Relations” presso Nord Stream 2, un progetto infrastrutturale della multinazionale Gazprom che prevede la costruzione di una conduttura attraverso il mar Baltico per collegare Russia e Ue. Del resto, l’amore tra Gazprom e le istituzioni tedesche ha lunga data: il buon vecchio Gerhard Schröder, ultimo Cancelliere tedesco socialdemocratico prima dell’epoca Merkel, è ancora ben radicato in azienda.

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