È passato un anno dall’elezione dell’iperliberista Mauricio Macri alla presidenza in Argentina. Con lui, per la prima volta nella storia di questo Paese, un rappresentante della destra è al potere dopo aver vinto delle elezioni democratiche. Con quali conseguenze sul tessuto sociale di una nazione che non ha ancora del tutto assorbito i postumi della crisi economica di inizio millennio, e che sta ancora facendo i conti con gli anni bui della dittatura civico-militare?
Lo abbiamo chiesto a Horacio Verbitsky, firma di punta del giornalismo d’inchiesta latinoamericano. Dalle sue parole emerge un quadro socio-politico ed economico che ha sinistre analogie con un passato che la parte sana della società civile argentina pensava di non dover vivere mai più. Per l’occasione, dopo oltre tre anni Verbitsky torna a parlare sulla stampa italiana di papa Bergoglio e dei legami corrotti tra la Chiesa argentina e i militari.

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