Una settimana di politica europea; due capi di governo in meno. Dopo Francois Hollande, anche Matteo Renzi passa il testimone.

Non è forse un caso allora, che sia stato proprio il Presidente francese uscente uno dei primi “grandi” d’Europa a salutare il Presidente del consiglio italiano. Come riporta Le Monde, Hollande ha preso atto con «rispetto» delle dimissioni del capo di governo italiano. L’Eliseo si «augura che l’Italia trovi le risorse per superare questa situazione».

Dalla Francia è arrivato rapidamente anche il commento della leader del Front National (Fn), Marine Le Pen: «Gli italiani hanno disapprovato l’Unione europea e Renzi. Bisogna ascoltare la sete di libertà e protezione delle nazioni!».

Sulla stessa linea Nigel Farage, ex-leader dello Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip), il quale, già alle 23:30 di ieri sera, si era pronunciato così: «Spero che gli exit poll italiani siano corretti. Questo voto mi sembra molto più legato all’Euro che non alle riforme costituzionali».

Ma a opporre la logica semplificatrice dei populisti di destra in Europa, ci ha pensato Sven Giegold, portavoce dei Verdi al Parlamento europeo. Giegold ha ammonito l’opinione pubblica: «Era un referendum su una riforma costituzionale nazionale, non sull’Europa!».

Rincara anche Jeroen Dijsselbloem, capo dell’Eurogruppo: «La crisi italiana non sarà l’inizio di una nuova crisi dell’Eurozona», ha detto.

Sempre da Bruxelles si è fatto vivo anche il leader del gruppo liberale (Alde) al Parlamento europeo – nonché negoziatore delle istituzioni Ue per la Brexit – Guy Verhofstadt, uno che le cose non le manda certo a dire: «Nessuna sorpresa che Renzi abbia perso. Gli elettori bramano per l’opposto di ciò che [il Primo ministro] ha proposto: nuove idee per la politica italiana».

Dal canto suo, l’editorialista del The Guardian, Owen Jones ha twittato: «Ovviamente il referendum italiano ha molto a che fare con il sentimento anti-establishment che sta attraversando l’Occidente, ma non è tutto populismo di destra quello che si afferma».

E, sempre dal Regno Unito, arriva già un invito firmato dal gruppo progressista, Left Foot Forward, e indirizzato al Movimento 5 Stelle: «Il M5S deve sganciarsi dallo Ukip, dall’islamofobia e da Beppe Grillo».

Resta istituzionale invece Angela Merkel, che candidata al quarto mandato, si annuncia dispiaciuta per le dimissioni di Renzi, col quale ha «sempre lavorato bene», ma allo stesso tempo si dice pronta ad accogliere chiunque lo succederà. La cancelliera – ha riferito il portavoce –  ha sempre sostenuto le riforme promosse dal governo Renzi ma ritiene importante «rispettare la decisione democratica presa dai cittadini italiani» che hanno votato No al referendum costituzionale.

Altre news sul referendum costituzionale dall’Europa:

GermaniaDie WeltAnche la “super-ministra” italiana, non ha potuto nulla questa volta: il fallimento di Renzi attraverso un ritratto di Maria Elena Boschi

IrlandaThe Irish Times Le banche italiane affondano. I risultati del voto gettano un’ombra sul Monte dei Paschi di Siena

EuropaThe Irish Times Francois Villeroy della Banca centrale europea: «Non si può paragonare il “no” italiano al voto sulla Brexit»

EuropaEuractiv Le dimissioni di Renzi aprono una nuova fase di incertezza per l’Europa

Commenti

commenti