Una legge francese del 1881 prevede che l’istruzione primaria gratuita è un diritto fondamentale per tutti i bambini. Il diritto allo studio è anche un principio fondamentale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Ma Marine Le Pen sembra infischiarsene del diritto e dei diritti: il tema è sempre noi contro loro, un nemico da indicare. Che per il Front National modernizzato sono gli stranieri. Per questo, durante un comizio a Parigi, la Le Pen ha detto: «Non ho nulla contro gli stranieri, ma dico loro: se venite nel nostro Paese non vi aspettate di essere curati, non vi aspettate che ci si occupi di voi, non vi aspettate che i vostri figli vengano educati a titolo gratuito». «La ricreazione è finita», ha concluso. Non male per una leader che ha annunciato di voler togliere l’aura fascisteggiante al proprio partito. Non è chiaro poi perché uno straniero che lavori in Francia non debba avere il diritto al welfare come i cittadini francesi.

Del resto, la stessa Le Pen, che al momento è quasi certa di essere una delle due figure che andranno al ballottaggio alle elezioni presidenziali del prossimo maggio, promette di ridurre l’immigrazione in Francia a 10mila persone l’anno, di eliminare il diritto al ricongiungimento familiare e, nel 2014, aveva proposto di eliminare l’alternativa al maiale nelle scuole per i bambini musulmani ed ebrei.

Marine è comunque meno estrema della nipote Marion, l’ala dura di un partito familiare, che pensa che occorra eliminare il rimborso per gli aborti (in Francia il sistema sanitario è pubblico ma rimborsa). Se sia un gioco delle parti, con una che corteggia i vecchi conservatori cattolici e i fascisti e l’altra più populista, non lo sappiamo. Certo, l’idea di una presidenza Le Pen in Francia non è una bella idea.

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