San Pietroburgo, 1849 Dostoevskij si trova davanti al plotone di esecuzione, aspetta il colpo di fucile. Insieme ad altri prigionieri politici è condannato a morte per cospirazione. avendo frequentato gruppi decabristi clandestini. D’un tratto arriva inaspettata la notizia di grazia. Ma quei cinque minuti gli cambiarono la vita e il modo di fare letteratura. Da quell’episodio prende le mosse Il giardino dei Cosacchi (Iperborea) di Jan Brokken, appassionato omaggio all’autore de I demoni. Una biografia in forma di romanzo costruita a partire da lettere e documenti. Racconta aspetti poco noti della vita del grande scrittore russo e ne illumina il lavoro letterario, mostrando come siano nati straordinari personaggi come l’Idiota, ma anche come Dostoevskij sia riuscito a tratteggiare una approfondita psicopatologia del terrorismo. Su Left in edicola questa settimana, l’intervista a Jan Brokken, che il 10 dicembre interviene a Più libri più liberi.

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L’articolo continua su Left in edicola dal 10 dicembre

 

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