Dalla cacciata dei mongoli a quella dei francesi...un racconto semiserio della storia vietnamita

Conoscete la barzelletta di Proietti sul Cavaliere Nero? Vi rassicuro, non è della barzelletta che voglio parlarvi, ma ci ho pensato ascoltando la storia del Vietnam, che ho felicemente esplorato in lungo e largo grazie ad Asiatica Travel, che mi ha coraggiosamente scelto come narratore.

È una terra meravigliosa, fatta di gente dal grande sorriso, ma con una storia travagliata tanto le invasioni furono frequenti. Cosicché sin dalla notte dei tempi il Vietnam ha dovuto battagliare con popoli che ci tenevano a ogni costo a impossessarsi di quel luogo.
Prima arrivarono i mongoli, che erano forti e selvaggi. Ma furono cacciati via.
Chiariamoci, i vietnamiti sono persone di una calma e di una gentilezza disarmante. Un italiano mi diceva che se sono gentili, lo sono per davvero, altrimenti se non gli piaci non si mettono proprio a parlare con te, non ne vale la pena. Insomma, non pare ma i vietnamiti son guerrieri di quelli seri e i mongoli se ne accorsero sulla loro pelle.
Poi arrivarono i cinesi. Che patema per i vietnamiti. Non ce la fanno proprio ad andare d’accordo. Al punto che durante l’epoca comunista, preferirono allearsi con la Russia e non con la Cina, che sta proprio attaccata. Furono cacciati anche loro, anche se ci volle tanto, ma proprio tantissimo tempo. Ragion per cui il cibo, a partire dal riso nelle sue molteplici forme, per passare ai loro bigné soffiati, ha subito profonde e talvolta benefiche influenze dagli invasori.

Passiamo oltre. Un australiano di genitori beneventani mi fece un’osservazione che trovai geniale. La diceva con la semplicità dei classici viaggiatori australiani con zaino in spalla: «Se ti ritrovi nel traffico ad Hanoi, anche se è un casino, nessuno si incazza, nessuno ti insulta. Perché sono buddisti, sono rilassati, non come i cattolici che sono aggressivi».

Ed è così che arriviamo ai francesi. Anche i francesi ci stettero tanto… mica scemi. L’Indocina era strategicamente il luogo perfetto dove stare per controllare gli inglesi che erano nella penisola di fronte, in India. Che poi non si direbbe, ma proprio i francesi qui fecero un’occupazione con i cattolici. Dove c’era una pagoda buddista o un tempio… sdrang… via e si mette una chiesa. Neanche il Vaticano osò tanto ardire. Hanno bruciato pure l’università dei Mandarini di Hanoi. Da non credere come il più illuminato tra i popoli in politica estera si trasformi in mostro biforcuto. Significa che all’illuminismo, unica loro credenza, non è dato risolvere i più reconditi fantasmi del genere umano. Ma il discorso qui si farebbe lungo. Mi interessa sottolineare come proprio loro, santi protettori dei lumi della ragione, si affidarono ai cattolici come braccio armato.

Il racconto sul Vietnam continua su Left in edicola dal 17 dicembre

 

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