Sabato 17 dicembre, Gregor Gysi, è stato eletto Presidente della Sinistra europea. Figura di primo piano della Die Linke, il deputato tedesco, originario della Berlino dell’Est, succede così al francese Pierre Laurent, attuale Segretario del Partito comunista francese (Pcf) che resta alla vicepresidenza insieme all’italiano Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, Maite Mola (Pce Spagna) e Margarita Mileva (BL, Bulgaria).

Gysi è stato eletto con il 67,6 per cento dei voti del congresso di Sinistra europea e rappresenta l’ala di Die Linke che non è disposta a mettere in questione l’integrità dell’Unione europea e la moneta unica.

Sinistra europea rappresenta la federazione paneuropea dei partiti che si collocano a sinistra dell’area socialdemocratica e raccoglie, sotto al proprio ombrello, più partiti di quelli che fanno parte del gruppo parlamentare europeo, Gue/Ngl.

Gysi ha ora il difficile compito di trovare una sintesi, a livello continentale, tra forze nazionali di sinistra che spingono per una rottura con l’euro e non. Durante il congresso che ha sancito l’incarico di Gysi, era presente anche Alexis Tsipras.

L’elezione di un politico tedesco alla guida della federazione ha sicuramente un alto valore simbolico e sottolinea quanto la Germania sia il vero baricentro della politica europea.

Gysi sarà anche in lista per le elezioni politiche tedesche che si  terranno a settembre 2017.

Secondo Der Tagespiegel, in vista del voto, il neo-eletto Presidente si sta spendendo per una potenziale alleanza tra la Die Linke, il Partito socialdemocratico (Spd) e i Verdi.

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