Va bene tutto. Anzi, ora tutti prendono la posa di chi sapeva già tutto da tempo. Formigoni condannato e secondo loro dovrebbe bastarci così, come funziona per quelle condanne che in molti vorrebbero conclusive anche per i ragionamenti etici e politici. La condanna a Formigoni di ieri invece lascia sul tavolo domande a cui ovviamente non risponderà nessuno:

  • dove sono quelli che per vent’anni ci dicevano che il “modello Formigoni” fosse un modello vincente? Dove sono quelli che cercavano di convincerci che una visione privatistica della sanità non sia portatrice di interessi particolari (oltre che di atti corruttivi)?
  • che ne dice Maroni che da Presidente della Regione Lombardia non ha dato segnali di discontinuità?
  • che ne dice quel centrosinistra lombardo (anzi quel centro centro centro sinistra lombardo) che per anni ha sperato di mantenere quell’impianto semplicemente sostituendo le cooperative (e i loro coaguli) azzurre con quelle rosse?
  • che ne dicono tutti i sopraffini osservatori e analisti politici di un Formigoni politico da sempre (e quindi con redditi facilmente verificabili) e  con uno stile di vita evidentemente al di sopra delle sue possibilità? Che ci dicono di questi quasi 7 milioni di euro sequestrati?
  • ma soprattutto: che ne dice il PD (e Renzi in quanto segretario ed ex Presidente del Consiglio) di Formigoni come alleato di governo e riabilitato dopo la sua rovinosa caduta in Lombardia? Ma ancora di più: chi lo ha eletto presidente di commissione in Senato (per essere precisi la Commissione 9ª – Agricoltura e produzione agroalimentare)?

A proposito di meritocrazia. Appunto.

Buon venerdì.

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