Sono meglio i politici colti, umanisti, amanti delle belle arti, e perfino loro stessi scrittori e poeti, o i politici rozzi, semi-analfabeti, di scarse letture ma fedeli al loro ruolo di civil servant, di umili e probi servitori dello Stato?
Va bene, perché non cercare una via di mezzo? Però è un fatto che dittatori, tiranni e autocrati sono irresistibilmente attratti dalla letteratura. L’imperatore Nerone non amava tanto la politica quanto la musica, il teatro e la poesia. Si esercitava tutto il giorno nel canto, per il quale non era portato, ma veniva assecondato da maestri terrorizzati e untuosi cortigiani..

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