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È stato uno dei fenomeni Tv dell’anno passato, e parte di quella ossessione nostalgica per gli anni 80 che sembrano aver preso gli Stati Uniti. Ieri Netflix, che produce la serie, ha messo mandato in onda durante gli intervalli del SuperBowl il primo piccolo spot di Stranger Things. Il mondo si sta capovolgendo sottosopra è lo slogan, che fa riferimento al mondo di sotto o parallelo che i teenager di una cittadina di provincia dell’Indiana scoprono durante le richerche di un loro amico scomparso (è una sintesi un po’ approssimativa, ma è un modo per non rivelare nulla a chi non ha visto la serie e non cambia granché a chi invece ha già visto le prima dieci puntate).
Al mondo capovolto allude anche il tweet che raffigura il cast al lavoro

Lo show è previsto per Halloween e i ragazzi sono vestiti da Ghostbusters, segno che anche la prima puntata si svolge in quel giorno.

Tra le cose che abbiamo capito è che Barb, il cui destino rimane ignoto alla fine della prima serie, dovrebbe tornare in qualche modo. La cosa ha fatto rumore sui social, come vedete qui sotto.

 

Per chi non l’avesse visto, il bel discorso di accettazione ai Screen Actors Guild Award, uno dei tanti politicizzati della serata: l’idea di fondo, in risposta al bando di Trump e facendo riferimento alla trama – i ragazzini che accolgono una sconosciuta che trovano nel bosco e le danno riparo – è «accogliamo chiunque ne abbia bisogno».

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