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C’è dentro un pezzo d’Italia, la fetta peggiore di questo tempo di bisognosi e avvoltoi, dentro l’inchiesta che ieri ha portato all’arresto del viceprefetto Andrea Santonastaso, il poliziotto Roberto Tesio, Carlo Della Vecchia (membro dello staff del Referente responsabile per la trasparenza e l’integrità della Prefettura, pensa te) e altri nel savonese, accusati di almeno 30 (trenta!) episodi di corruzione che sono stati accertati nel corso delle indagini.

Il clan di avvoltoi (secondo le accuse di corruzione, traffico e influenze illecite, peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato, rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso) avrebbe facilitato il rilascio di permessi di soggiorno (ma anche porto d’armi, recupero punti sulla patente e addirittura facilitazioni per il registro anagrafico) in cambio di prosciutti (prosciutti!), frutta secca, abiti, riparazioni meccaniche per le proprie auto, assunzioni di amici e altre regalie.

La cessione di diritto in cambio di un favore è il reato più odioso che si possa immaginare perché fiacca la credibilità dello Stato, logora i cittadini ma soprattutto spezza il filo su cui si regge una democrazia civile: il riconoscimento dei bisogni e delle sofferenze.

E il fatto che Santonastaso sia stato più volte commissario prefettizio in alcuni comuni (nel 1993 a Rosta (Torino), nel 1994 a Celle Ligure, dal 1997 al 1999 ad Albenga, dal 2012 al 2013 a Carcare, nel 2016 a Spotorno, nel Savonese) pone una questione non da poco: davvero per più di vent’anni questo Paese si è affidato a un personaggio di tale etica per risolvere i problemi amministrativi e per guidare delle comunità? Sì, stando alle accuse, parrebbe proprio di sì.

La corruzione dilaga lì dove la disperazione (e l’ignoranza) concede spazi per scavalcare le regole: svendere un permesso di soggiorno per delle noccioline è il gesto più razzista, vigliacco e becero che si possa immaginare. Ma, vedrete, se ne parlerà poco o niente. Ai corruttori per disperazione, forse, farebbe bene il ministro Minniti a raccontargli che no, davvero, non dovrebbe funzionare così.

Buon martedì.

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