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Avrebbero finanziato armi e crimini gravissimi, le big del frutto sudamericano. È quello che emerge da un documento di 125 pagine redatto dai magistrati della Fiscalía colombiana, che getta un’ombra pesantissima sulle quasi 200 compagnie coinvolte nel commercio delle banane nella regione dell’Urabá, nel nord del Paese sudamericano. Potenze mondiali del mercato ortofrutticolo come Dole, Chiquita e Dal Monte sono accusate di aver finanziato fra il 1996 e il 2004 il Frente Arlex Hurtado, uno dei gruppi più attivi del Bloque Bananero, l’organizzazione paramilitare che garantiva “protezione” e “sostegno” alle imprese attive nella regione.

Le autorità colombiane ritengono che i soldi versati, come una sorta di pizzo, da Chiquita & co al Frente siano serviti per acquistare armi con le quali sono stati perpetrati crimini e abusi gravissimi. La lista è lunga: “omicidi, spostamento forzato di civili, sequestri, stupri, torture e reclutamento illecito di persone”.

Grazie al processo di pace attualmente in corso tra il governo guidato da Juan Manuel Santos e i guerriglieri delle Farc, è la prima volta che nel travagliato Paese latinoamericano delle corporation straniere vengono accusate di serie violazioni dei diritti umani.

In un comunicato del ministero della Giustizia, si legge che «è chiaro come le compagnie che si occupano della commercializzazione delle banane hanno finanziato in modo volontario gruppi armati con l’obiettivo specifico di assicurarsi la sicurezza nella regione». Un’affermazione sostanziata da quanto rivelato ai magistrati da Raúl Emilio Hasbún Mendoza, l’ex comandante del Frente Arlex Hurtado. È stato infatti Mendoza a fare i nomi delle società coinvolte nell’abbraccio mortale con i paramilitari e a raccontare i dettagli delle operazioni portate avanti in quasi un decennio di massacri. Tra queste il trasporto illegale di 3.400 fucili AK47 e di casse contenenti 4 milioni di munizioni, “conservate” nel porto di proprietà della azienda ortofrutticola Banadex.

Val la pena ricordare che la Chiquita, una delle compagnie più in vista in tutta questa vicenda, già nel 2007, per i suoi “rapporti” con i paramilitari, era stata obbligata a pagare una sanzione pecuniaria di 25 milioni di dollari dal ministero della Giustizia statunitense, mentre numerose altre multinazionali occidentali, come la Coca Cola, sono da tempo accusate di aver intrattenuto rapporti indicibili con le squadre della morte che a lungo hanno terrorizzato la popolazione colombiana.

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