«L’ideologia islamica è probabilmente più pericolosa del Nazionalsocialismo». È solo una delle frasi a effetto pronunciate dal leader del Partito per la libertà olandese (“Partij voor de Vrijheid”, Pvv), Geert Wilders, durante un’intervista rilasciata questa domenica al canale televisivo WNL.

Wilders è tornato a parlare in televisione dopo una lunga assenza e, soprattutto,  in vista delle elezioni parlamentari olandesi che si terranno il 15 marzo prossimo. Il leader della destra radicale e islamofobica, ha ribadito che, vietando l’Islam nel Paese, non si reca danno allo stato di diritto. Al contrario,  quest’ultimo «verrebbe rafforzato».

Ma come si può vietare l’Islam? Wilders ha ribadito di voler chiudere le «moschee» equiparandole ai «templi del nazismo».  E il Corano? «Andrebbe bandito», anche se «non possiamo certo vietare di tenerlo in casa». Tutto ciò in un Paese in cui la popolazione di fede musulmana rappresenta il 6 per cento del totale. Passando a temi più “istituzionali”, Wilders vorrebbe seguire l’esempio britannico e portare i Paesi Bassi fuori dall’Unione europea.

Per quanto la retorica di Wilders possa far impallidire addirittura le etichette del “politicamente scorretto”,  il suo partito – nel quadro di un sistema elettorale proporzionale puro -, rappresenta la prima forza politica nel Paese. Secondo gli ultimi sondaggi, il Pvv ottiene il 20 per cento delle preferenze – alle ultime elezioni aveva raccolto l’8 per cento.

Alle spalle del Pvv si colloca il Partito popolare per la libertà e la democrazia (“Volkspartij voor Vrijheid en Democratie”, Vvd) del Primo Ministro Mark Rutte. A seguire la battaglia per il terzo posto coinvolge il Partito ecologista di sinistra (“GroenLinks”), la formazione liberale D66 e il Partito Cristiano Democratico.

Per ora tutti hanno escluso un’alleanza con il Pvv, ma è realistico scartare la prima forza del Paese? Dal canto suo, Wilders non si fa troppi problemi. Se il voto di marzo dovesse confermare i sondaggi, secondo Wilders «nessuno potrà evitare il Pvv».

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