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L’Oklahoma è uno Stato piccolo, rurale e povero. Famoso per i cowboy e le trombe d’aria. E per l’attentato sanguinoso di Oklahoma City, attacco terroristico di estrema destra costato la vita a 168 persone nel 1995. Percorrere le sue strade significa vedere campi sterminati di granoturco. Nel bar e negli autogrill ti capita di vedere adesivi sulla porta: no armi o non si entra senza camicia. In Oklahoma fa caldo, i contadini viaggiano in pick up e non è da escludere che molti abbiano un fucile accanto al sedile. L’Oklahoma è saldamente repubblicano, contro i suoi interessi, come capita anche ad altri Stati poveri e rurali dove un po’ di Stato aiuterebbe: lo Stato è 38esimo per numero di poveri e 46esimo per numero di persone che ottengono un’istruzione superiore. Ma l’Oklahoma è così repubblicano che gli eletti all’Assemblea legislativa dello Stato, da quando è stato eletto Donald Trump, hanno introdotto undici proposte di legge per limitare il diritto all’aborto. Che forse non è il principale problema dello Stato.

L’ultima in ordine di tempo, la prima che verrà votata, è una legge che prescrive l’autorizzazione di un maschio: le donne che vorranno interrompere una gravidanza non voluta dovranno insomma farsi firmare la giustificazione dal partner sessuale. Chiunque esso sia.

Justin Humphrey, il rappresentante che l’ha proposta, parlando con The Intercept ha dichiarato «Capisco che le donne sentano che si stia parlando del loro corpo. Io invece le definirei delle “ospiti”. Si sa, quando si entra in un rapporto sai che potresti diventare un ospite e così, sai, se non prendi precauzioni puoi rimanere incinta. Quindi dico: hey, è il tuo corpo e ne sei responsabile. Ma se ti comporti in maniera irresponsabile  poi non puoi fare la stessa cosa con un corpo che se tu ad avere invitato». Un discorso aldilà del bene e del male.

Non è la prima legge inutile e insensata votata in Oklahoma e non sarà l’ultima. Dal 2011 a oggi 20 testi votati dall’assemblea sono stati bocciati dai tribunali o il governatore, che deve controfirmare le leggi, ha messo il veto. Ad esempio sulla legge approvata che prevedeva il carcere per i medici che praticavano interruzioni di gravidanza – un diritto sancito dalla Corte Suprema nel 1973 dalla celeberrima sentenza Roe contro Wade. Quel che la legge segnala è che gli anti abortisti sono sul piede di guerra e sperano nella presidenza Trump. Del resto il presidente, appena entrato in carica ha firmato un ordine esecutivo che blocca i fondi federali a Planned Parenthood, organizzazione che ha centinaia di cliniche in tutto il Paese dove si praticano interruzioni di gravidanza, ma soprattutto consultori e ambulatori di salute delle donne. La marcia delle donne a Washington è stata una risposta anche a quell’ordine e alla promessa di Trump di cancellare Roe contro Wade.

Una cosa da sapere in più sull’Oklahoma? È il primo Stato del Paese per numero di madri under18 e 46esimo per numero di persone coperte da assicurazione sanitaria. Due bei record. Ora i legislatori repubblicano vogliono aggiungerne un altro.

 

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