«Se il Fondo monetario internazionale insiste sul taglio del debito greco, allora è il caso che lasci la partita di Atene». Sono le parole nette di Manfred Weber, capogruppo dei Popolari al Parlamento europeo, pronunciate nel corso di una intervista con la Süddeutsche Zeitung.

Il messaggio che lancia Weber è importante nel contesto delle negoziazioni sul terzo piano di salvataggio greco. Finora infatti, il Ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, aveva del tutto escluso l’estromissione di Washington. Ma cosa significano concretamente le parole di Weber?

In estrema sintesi, vuol dire che la Germania non è disposta ad andare nelle direzione di un taglio del debito per Atene. A costo di far saltare il Fmi. «[Il taglio del debito] sarebbe un’ingiustizia nei confronti di altri Paesi Ue, come Spagna, Irlanda, Cipro e Portogallo», ha specificato Weber.

Il Fmi e l’Eurogruppo – leggi, Germania – sono in disaccordo netto su quali debbano essere i prossimi passi. Il primo giudica irrealistiche le pretese nei confronti dell’economia ellenica, previste dal piano di salvataggio firmato nel 2015. Conseguentemente, Washington propone il taglio del debito. Cosa politicamente impossibile per la classe politica conservatrice tedesca nell’anno delle elezioni federali.

Secondo la Süddeutsche Zeitung Weber sarebbe molto vicino a Merkel. In effetti si tratta del vice di Horst Seehofer, leader dell’Unione cristiano-sociale (Csu), l’alleato chiave di sempre dell’Unione cristiano-democratica (Cdu). La posizione chiara della destra tedesca solleva l’interrogativo di come Martin Schulz, e con lui il Partito socialdemocratico (Spd), si posizioneranno sul tema.

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