Non so come andrà a finire l’inchiesta (anche se precedenti e Diritto inviterebbero a maggior prudenza). Non so quanto delle accuse troverà conferma, né sono riuscito a capire l’efficacia dello stesso reato di traffico di influenze, i cui confini mi sembrano però poco netti. Non so neanche se Renzi abbia “rottamato” il padre, come dice Grillo: fatti loro. Non so poi, anzi non credo, che Luca Lotti si debba dimettere, non fino a sentenza, ma penso sia ovviamente lecito tentare, dopo questo ennesimo caso e dopo tre anni e più, un bilancio dell’esperienza dei rottamatori alle prese col potere.

Quello che però so, sulla vicenda Consip, è che ancora un volta escono fuori i limiti e i rischi del sistema di finanziamento della politica che abbiamo scelto. Non colpisce anche voi che Romeo – ed è cosa certa – finanziasse tanto il centrosinistra e la fondazione di Matteo Renzi che il centrodestra, con la fondazione di Quagliariello? A me moltissimo, perché è evidente che la politica non più c’entra nulla, e che il finanziamento non è una forma di militanza riservata a ricchi ma impegnati imprenditori. Si finanzia – mi pare – con un altro fine: ingraziarsi un decisore pubblico, presente o futuro, e creare un debito che, si scommette, sarà ripagato.

E allora: faccio una domanda. Siccome sul finanziamento pubblico pare proibito abbandonare la lettura demagogica ormai largamente maggioritaria (anche se dare risorse pubbliche ragionevoli alla politica segnalo che consentirebbe di chiudere a quelle private, almeno a quelle di entità e intenzione corruttive), non possiamo almeno stabilire che chi finanzia partiti o movimenti politici, amministratori o eletti, non debba avere rapporti economici, commesse o appalti, con la pubblica amministrazione?

La domanda, ovviamente, è retorica. Mi rispondo da solo: no, perché non si contano le fondazioni che alimentano ognuna una singola corrente del singolo partito. E prova ne sia le risposte – che non sono arrivate, non dai grandi partiti, almeno – all’invito di Sinistra italiana, che giusto qualche giorno fa ha presentato in parlamento un testo che andrebbe in questa direzione. Peccato.

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