Centosessanta organizzazioni della società civile, associazioni, Ong europee, grandi e piccole, laiche e religiose, hanno scritto una lettera comune ai capi di Stato d’Europa chiedendo rispetto per i diritti di migranti e rifugiati. Da Amnesty a Human Rights Watch, da Mani Tese a Oxfam, passando per Medici senza frontiere, tutte queste organizzazioni fanno un passo comune per segnalare quanto siano preoccupate per un’Europa preoccupata più di tenere lontane le persone, rispedirle in paesi, anche pericolosi, piuttosto che non tenere fede ai propri valori fondativi. Inseguendo i populismi xenofobi, dicono le Ong, si finisce con il farle vincere. Abbiamo tradotto il testo della lettera.

Cari capi di Stato e di governo,

Siamo organizzazioni della società civile, sostenute da centinaia di migliaia di persone in tutta Europa, lavoriamo con chi è meno fortunato per alleviare la povertà, fornire servizi essenziali e difendere i diritti delle persone.

Con il populismo xenofobo in crescita in tutta Europa e nel mondo, rivolgiamo un appello alla leadership affinché sostenga i diritti e i valori che sono stati i principi fondanti dell’Unione europea per 60 anni. Insieme, dobbiamo evitare che legittime preoccupazioni circa la gestione delle migrazioni vengano utilizzate per far deragliare il progetto europeo.

Assistiamo ogni giorno alla solidarietà diffusa verso le persone che fuggono da guerre brutali, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, instabilità e povertà estrema. In tutta Europa e nel mondo, vediamo persone accogliere rifugiati e migranti nelle loro comunità, aprire le proprie case e donare denaro, beni di prima necessità e tempo. Proprio questa settimana, molti di loro sono andati fino a Bruxelles per ricordarvi di mantenere l’impegno di trasferire i richiedenti asilo dalla Grecia e “portarli qui”.  (…)

Siamo orgogliosi dell’impegno europeo per il diritto internazionale e dei diritti umani e ci aspettiamo da voi che favoriate e promuoviate questo impegno in casa e all’estero. Eppure, quando grandi masse di persone bisognose sono arrivate nell’estate del 2015, l’Europa non è riuscita a dare una risposta comune e rispondere con umanità, dignità e solidarietà. A oggi, le nazioni europee non sembrano intenzionate a rispondere in linea con i loro obblighi nei confronti del diritto internazionale ed europeo (…)

Vi abbiamo ascoltato ribadire il vostro impegno per i valori europei – il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani. Ma ci aspettiamo di vederli messi in pratica. Troppi leader si sono preoccupati di impedire alla gente di raggiungere l’Europa, con il rischio di ridurre l’accesso alla protezione a chi ne ha più bisogno.

Avete la responsabilità di gestire le migrazioni in modo equo, anche rispondendo alle legittime preoccupazioni dei cittadini. La risposta deve essere fondata sui principi e basata su fatti, non sulla retorica populista. Forza non significa voltare le spalle ai più bisognosi. Forza è trovare una strada in linea con i valori fondativi dell’Europa.

Inoltre, se l’Ue ei suoi Stati membri vogliono rimanere attori internazionali credibili non possono aspettarsi che Paesi come la Turchia, la Giordania e il Libano ospitino milioni di rifugiati, e contemporaneamente spingere i migranti e i rifugiati verso le frontiere dell’Unione, tenere migliaia di persone in condizioni di vita disumane sulle isole greche, o spedirli indietro in zone di guerra come la Libia. Le vostre decisioni hanno come conseguenza la vita e la morte, e se continuate ad abbassare gli standard, i Paesi di tutto il mondo seguiranno il vostro esempio.

Invece di contrastare l’ascesa di xenofobi e populisti, la risposta dell’Europa è troppo spesso quella copiare le loro ricette. Ma un approccio basato su deterrenza e frontiere chiuse non può sostituire una politica efficace di lungo termine. Ci aspettiamo saggezza politica che difenda l’umanità e la dignità e che affronti le paure della gente, invece di alimentarle. Ci aspettiamo, politiche migratorie sostenibili a lungo termine che garantiscano il rispetto dei diritti delle persone. Tra le misure necessarie ci sono: l’espansione di percorsi sicuri e regolari verso l’Europa, visti umanitari o simili, aumento degli spazi di reinsediamento e un migliore accesso ai regimi di ricongiungimento familiare (…) Altri problemi globali quali l’instabilità, la povertà, la disuguaglianza e il cambiamento climatico devono rimanere in cima all’agenda europea.

Voi e i vostri governi dovete valutare l’impatto delle vostre politiche sui diritti umani e le condizioni di vita di donne, uomini e bambini in movimento, così come l’impegno di lunga data dell’Europa di sostenere questi diritti e migliorare la vita delle persone in tutto il mondo.

A ridosso del 60 ° anniversario dell’Unione europea vi chiediamo di mostrare solidarietà e rispetto per l’umanità. Vi chiediamo di essere leader capaci di plasmare il futuro. L’impegno per i valori fondamentali dell’Unione europea non può vacillare. Solo un’Europa che difende i suoi valori può essere offrire leadership forte e credibile in un mondo scosso da populismo crescente e i cosiddetti “fatti alternativi”.

La storia europea è piena di persone che sono state costrette a fuggire dalle loro case a causa di guerre e persecuzioni. Il lavoro che le nazioni europee hanno fatto per sviluppare e proteggere i diritti delle persone nel corso degli ultimi 70 anni non può andare perduto. Solo un’Europa che difende i diritti di tutti, senza eccezione, è l’Europa di cui possiamo andare fieri.

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