Non solo il viso, ma anche l’espressione del bellissimo presidente canadese, Justin Trudeau.  Il giovane olandese Jesse Klaver (30 anni), è il leader della Groenlinks, la Sinistra Verde, che sta salendo nei sondaggi di un’Olanda che sembra affidarsi al populismo islamofobo di Geert Wilders. Sulle elezioni di mercoledì 15 marzo, in questo momento al centro di una tempersta diplomatica con la Turchia, sono puntati i fari dell’Unione Europea. Sebbene il partito di Klaver possa puntare a essere al massimo la terza forza della Camera dei rappresentanti dei Paesi Bassi, noi di Left abbiamo scelto di concentrarci su questo piccolo baluardo dei valori che dovrebbero essere fondanti di una democrazia europea.

Chi è
Nato nella periferia di Roseendaal nel 1986, proviene da un ambiente  popolare. Padre di origine marocchina e madre olandese-indonesiana, sposato con due bambini, deve moltissimo della sua educazione ai nonni. Il leader ambientalista ha iniziato presto a risalire la corrente della politica. A 20 anni entra nell’organizzazione giovanile della Groenlinks, di cui diventa segretario e poi presidente in breve tempo. Mentre nel 2009 viene eletto leader dell’unione dei giovani del Cnv, il sindacato olandese. Subito dichiarerà le sue intenzioni di superarne la matrice cristiana.
Da leader sindacale, sarà coautore nel 2010 del manifesto elettorale della Groenlinks, con la quale viene eletto lo stesso anno, diventando il portavoce degli affari sociali, l’occupazione, l’istruzione e lo sport. Nel 2012 guida la campagna elettorale del suo partito, con successo, e viene rieletto. Klaver si guadagnerà l’attenzione internazionale con la sua battaglia all’evasione fiscale delle multinazionali. Il 12 maggio del 2015 il leader della Sinistra Verde Bram van Ojik gli passa il testimone. Europeista convinto ma critico rispetto all’atteggiamento dell’Unione nei confronti del salvataggio delle banche, Klaver punta sul sostegno alle classi sociali più povere, perché è li che, secondo lui, ha inizio tutto: intolleranza, populismo, violenza. Proprio le pari opportunità nell’istruzione e la battaglia contro le disuguaglianze sono alla base dei discorsi che il giovane leader ha portato in questi mesi in giro per l’Olanda in quei suoi one-man-show che a molti hanno fatto ricordare lo stile Obama.

Nel 2015 ha pubblicato il libro Il mito dell’economicismo, in cui emergono le fondamenta di quello che potrebbe essere una sorta di nuovo idealismo, basato sull’empatia – non a caso in testa ai punti del programma elettorale. Il calcolo costi-benefici che determina la maggior parte delle scelte non solo economiche, ma anche politiche e soprattutto sociali e culturali, mette in secondo piano valori non misurabili ma fondamentali.

Welfare
Dal reddito di base – ma, attenzione, su base comunale – a una riforma delle tasse sul lavoro che punti a creare nuovi posti nelle fasce più povere della popolazione perché per Klaver: «il populismo non è il frutto di differenze culturali, ma di disparità socio economiche». E’ attorno alla fiscalità che tutto gira, il primis il ripristino dell’equità, per il giovane leader, tanto che a inizio febbraio, sul quotidiano economico Financieele Dagblad, lancia «la più grande riforma fiscale di sempre», che in sintesi, punta su un principio semplicissimo: «Tassiamo ciò che non vogliamo (le multinazionali e lavoro inquinante, ndr). E ciò che vogliamo, il lavoro, lo rendiamo più vantaggioso». Più tasse per i contratti a tempo determinato e incentivi per le assunzioni indeterminate.
Un settore che Klaver crede sia centrale è quello dei posti di lavoro per la cura delle persone.

Scuola
L’istruzione è ciò da cui passa l’integrazione, e allora ecco il più basilare dei principi di sinistra: investire sulla scuola. Sugli insegnanti e sul rispetto della loro professione, su piani di doposcuola attività integrative gratuite e soprattutto sui metodi di valutazione che contrastino la discriminazione, ponendo fine alla cultura dei test e dei calcoli nel sistema educativo, che non solo non valorizzano le differenze individuali. La scuola, come scrive nel libro, deve anzi promuovere anche abilità come l’autoriflessione, la creatività, la perseveranza e la curiosità.

Ecologia
L’obiettivo dei verdi di Klaver è un’Olanda a energia pulita entro il 2050. Lotta agi sprechi, nuovi consumi e una nuova economia. Naturalmente, verde. Ma soprattutto, la democratizzazione dei servizi di fornitura energetica: eliminare il pagamento di tasse sulla energia sostenibile autoprodotta e una tassa fissa basata sulla produzione di CO2 anziché sul consumo di energia, per incentivare l’uso delle energie rinnovabili; incentivi a progetti individuali e collettivi di produzione di energia rinnovabile e investimenti pubblici nelle rinnovabili sull’esempio dell’Energiefonds avviato ad Amsterdam dall’assessore della Groen-Links Maarten van Poelgeest.

Diritti
Per far tornare i Paesi Bassi a essere un avamposto di libertà e laicità, non ha dubbi, il leader 30enne: urge depenalizzare il suicidio assistito, l’eutanasia, le droghe leggere e perfino dell’ecstasy. Oltre a questo, per la Groenlinks è essenziale ridurre gli elementi mercatistici nel sistema sanitario – basato su assicurazioni sanitarie private – stimolando la cooperazione anziché la concorrenza tra i medici e tra i servizi. Il governo dovrà inoltre occuparsi dell’acquisto di medicinali al fine di contrastare il monopolio dell’industria farmaceutica.

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