Nonostante sia un copione liso e scontato, provoca il sorriso la testardaggine con cui questi si ostinano a smentirla: a Palermo, in vista delle prossime elezioni amministrative, il Pd sosterrà l’attuale sindaco Leoluca Orlando (a cui, dicono, hanno fatto opposizione dura in questi ultimi cinque anni, per dire) insieme agli alsaziani (quel che ne resta) e ai rimasugli dell’Udc.

Ne esce una lista (dal nome appetitosissimo “Democratici e Popolari”) che richiama lontanamente i colori e le grafiche del Partito Democratico e di Alternativa Popolare (la neonata creatura di Angelino Alfano) senza però citarli; Leoluca Orlando, del resto, da mesi continua a spiegare un po’ dappertutto che Fassino ha perso proprio per “colpa” del partito. Quindi? Quindi tutti civici per finta con la pretesa di riuscire a darcela a bere. Democratici e popolari. Appunto.

Tornano in mente le parole di Matteo Renzi, ai tempi della sua presidenza del Consiglio, quando spergiurava che l’alleanza con Alfano fosse passeggera e non ripetibile, legata (diceva lui) all’impellente esigenza di avere i numeri per governare. Tornano in mente le tante dichiarazioni dei democratici che in Parlamento giuravano di mal sopportare Alfano. Qualcuno sottovoce aveva consigliato intanto al Nuovo Centro Destra di Alfano di togliere “destra” dal nome: lui è stato accontentato.

E chissà cosa ne pensa Pisapia che non molto tempo fa aveva twittato “Come ho anche ribadito ieri in un incontro pubblico: per me, e non solo per me, sarebbe un incubo ed è folle solo pensarlo”.

Bene. Avanti così.

Buon mercoledì.

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