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La polizia schierata allo stadio Signal Iduna Park, Dortmund, la sera dei quarti di finale di Champions League. Il match tra il padrone di casa, il Borussia Dortmund, e l’As Monaco, prevista per la sera dell’11 aprile, non ha però mai avuto luogo a causa delle tre esplosioni che hanno colpito il pullman della squadra, poco prima che questa raggiungesse lo stadio. Attentato che per fortuna non è andato a segno: l’unico a restare leggermente ferito a una mano è stato il calciatore spagnolo Marc Bartra. La partita è stata rinviata alle 18.45 di stasera.

Le esplosioni fanno riemergere la paura che pervase la Germania dall’attentato del 19 dicembre al mercatino di Natale di Berlino, nel quale hanno perso la vita 12 persone e ne sono rimaste ferite altre 50. Ed è di queste ore la conferma della polizia tedesca, secondo la quale l’attentato sarebbe di matrice terroristica: due gli indiziati, uno dei quali  stato arrestato oggi, l’altro indagato, entrambi provenienti dal Nord Reno-Westfalia, la stessa rete islamista dalla quale proveniva dell’attentatore di Berlino Anis Amri. Nonostante i fortunati esiti, l’azione sarebbe stata progettata e messa in campo da mano esperta, come testimoniano anche le punte di metallo contenute nelle tre bombe.

A riprova di questa pista, la lettera di rivendicazione ritrovata nei pressi del bus: anche questa farebbe riferimento alla strage del mercatino, prefigurando una serie di attacchi a oltranza contro celebrità tedesche, in caso gli aerei tedeschi non dovessero essere ritirati dalle zone di combattimento di Siria e Iraq (e dunque di interesse dell’Isis), e fino a quando la base americana di Ramstein non sarà chiusa.

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