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Bisogna tornare al 2013 che anche se sembra un’era fa è l’ultima volta in cui i partiti hanno dovuto scrivere nero su bianco un programma di governo. Provate a tornare lì con la mente, quando il Partito Democratico (in un precedente stato evolutivo, evidentemente) si immolava per contestare le ronde padane e gridava allo scempio per la legge Bossi-Fini. Ve li ricordate? Ai tempi, praticamente tutti i giorni, si trovava qualche sedicente piddino pronto a difendere i kebabbari e urlare allo scandalo contro chiunque volesse fare lo sceriffo.

Se sfogliate anche i giornali di quei mesi (erano le settimane in cui il centrosinistra immaginava di essere al governo poco dopo) si sprecano le promesse di un’immediata abolizione della legge Bossi-Fini. Lo urlavano tutti, indistintamente: sono gli stessi che in Parlamento oggi scodinzolano a Minniti. Rileggetevi le cronache: dicevano, i candidati del PD, che avrebbero chiuso i CIE e che sarebbe stata l’ora dello Ius Soli.

Ecco. Ora riaprite gli occhi e tornate qui. Oggi. Al tempo dello sceriffo Minniti. Provate a pensare se avreste mai potuto pensare nei vostri incubi peggiori che il presunto partito di centrosinistra non solo (come troppo spesso è successo) concede troppe amicizie ai forti ma addirittura comincia a legiferare contro i deboli. Leggete le parole esultanti dei “democratici”. Pensate che addirittura anche i “fuoriusciti” (gli “scissionisti” che tutti si aspettavano) hanno finito per votare un decreto che sembra il manifesto della Lega (solo con il linguaggio di qualche anno d’istruzione in più). Così.

Buon giovedì.

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