Sinistra e identità

La settimana scorsa abbiamo cercato di capire perché la sinistra perde. Questa settimana ci concentriamo sui populismi. Si potrebbe ridurre tutto ad una questione di marketing, ed in effetti non avremmo neanche torto. La sinistra non sa vendere le proprie idee, questo è certo. Ma noi vorremmo non solo che la sinistra sapesse vendere le proprie idee, ma anche che poi mantenga la parola data a chi decide di accettare quelle idee e, soprattutto, che la sinistra proponga delle Idee. Perché il vero e fondamentale problema per cui la sinistra perde è che non ha idee. È inutile girarci intorno. Si fanno editoriali, paginate di giornali e di siti per cercare di spiegare e di giustificare questo o quel fenomeno. Tutto giusto. Ma parziale. Il problema vero e di fondo è che le idee della sinistra, quelle residue che ci sono rimaste, sono ormai un ferro vecchio e polveroso del tutto inutilizzabile. Non le vuole più nessuno.
Dove trovare nuove idee?
Questo giornale è nato 11 anni fa con una promessa ambiziosa che era contenuta nell’ultima lettera del suo titolo. Uguaglianza, Libertà e la T di trasformazione. So cosa potrebbe pensare il lettore. Fago è un fagiolino e ci ripropone la solita solfa di Fagioli.
Beh sì, il lettore ha indovinato. Trovate in questo numero una sua intervista inedita. Bellissima.
Sono l’editore di questo giornale da 2 anni e devo fare un autocritica: siamo stati non abbastanza coraggiosi. Dietro l’idea di voler fare un giornale per la sinistra siamo diventati un giornale tante troppe volte fermo a idee vecchie. Anche se Massimo Fagioli ha sempre continuato a scrivere per noi, coraggiosamente e pazientemente, ogni settimana.
La rivolta si può e si deve cercare di fare. Ma, come ci spiega Fagioli nell’intervista di Giulia Chianese, è una rivolta che richiede una realizzazione interna. Altrimenti diventa solo distruzione e psicosi. La rivolta non è più, in realtà, rifiuto ma è negazione.
L’abbiamo cercato di dire tante volte ma troppo timidamente. Lo voglio dire da editore. La rivendicazione del fatto di aver pubblicato per 11 anni ogni settimana gli articoli di Massimo Fagioli non ci giustifica affatto.
Le idee per rifondare la sinistra in maniera del tutto nuova, se si vuole, sono qui, in Italia, da svariate decine d’anni. Sono contenute nei libri dell’Asino d’oro e nel lavoro di 41 anni di Analisi Collettiva che ha curato e formato migliaia di persone. Li ha fatti diventare dei ribelli che non possono impazzire e non sanno deludere il prossimo. Sono una straordinaria risorsa che si è palesata in alcune recenti occasioni di incontro e si paleserà ancora più limpidamente a Torino alla fiera del libro il 21 maggio in occasione della presentazione della nuova edizione di Istinto di morte e conoscenza alla sala dei 500. Già. La sala più grande della fiera del libro di Torino. E sarà anche troppo piccola, ne sono certo.
Se la sinistra vuole smettere di perdere è inutile che cerchi soluzioni razionali o economiche o sociali o di marketing. Senz’altro sono tutte cose da affrontare. Ma prima è necessario che si capisca che se non si comprende qual è la realtà vera dell’essere umano non ci potrà essere nessuna rivolta e nessuna sinistra.
Allora cara Sinistra, lo vogliamo dare un mazzo di rose a Massimo Fagioli e iniziare a leggere qualche suo libro?

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