Condividi

Yuri Guaiana, membro del direttivo dell’associazione Radicale “ Certi Diritti”, è stato arrestato oggi a Mosca mentre cercava di consegnare per conto della Ong AllOut circa 2 milioni di firme raccolte in vari paesi europei contro i campi di concentramento per omosessuali in Cecenia.
La situazione di repressione per le persone LGBT in Cecenia era stata denunciata da Novaya Gazeta ad aprile. Uomini omosessuali vengono da mesi rapiti, detenuti illegalmente, torturati e in alcuni casi uccisi. Le persone che hanno subito negli ultimi 3 mesi questo trattamento sono più di 100. Le testimonianze che si trovano in rete sono agghiaccianti. Le posizioni ufficiali della vicenda sono altrettanto agghiaccianti.
Il premier ceceno Kadyrov ha dichiarato che nel suo Paese «i gay non esistono» e che quindi le rivelazioni di Novaya Gazeta sono false, inoltre aggiunge Kadirov: «se tali persone esistessero, le forze dell’ordine non dovrebbero preoccuparsi di loro dal momento che ci penserebbero gli stessi familiari a spedirli da dove non possono più tornare» alludendo al fatto che in Cecenia esiste il delitto d’onore per cui uccidere un famigliare omosessuale non è reato.
Altrettanto sconvolgenti sono le dichiarazioni della Russia chiamata in causa dalle organizzazioni internazionali visto l’influenza sul Paese (la Cecenia fa parte della federazione russa). Per il Cremlino: «Non ci sono prove delle torture». La Russia formalmente non ha il potere di agire a livello legislativo, quello spetta solo al presidente Kadyrov, ma più che altro non ha alcun interesse a fermare le torture. L’arresto di Yuri, che per ora sappiamo essere in stato di fermo ma in salute, si somma alle testimonianze di chi dalla Cecenia è riuscito a fuggire ed è una prova tangibile del clima di ostilità nei confronti delle persone LGBT.

La testimonianza di Yuri Guaiana da Mosca

 

Aggiornamento. Yuri è libero

«Siamo contenti che Yuri sia sano e salvo. Siamo contenti che questa azione abbia riportato al centro del dibattito gli orrori che si stanno consumando in Russia e in Cecenia. Vogliamo che quello che sta accadendo lì sia al centro dell’agenda. Ci appelleremo sempre più a osservatori e organizzazioni internazionali perché vengano rispettati anche lì i diritti umani. Il dibattito non può finire adesso, è il silenzio della comunità internazionale ad aver fatto sì che la violazione dei diritti umani diventasse nella Federazione Russa la normalità, purtroppo» hanno dichiarato dall’associazione Radicale Certi Diritti dando la notizia del rilascio di Guaiana.

Commenti

commenti

Condividi