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Un’autobomba salta in aria nei pressi dell’aeroporto di Jalalabad il giorno dopo il tragico attentato di Kabul che ha fatto almeno 90 morti e 500 feriti

Un’enorme nuvola di fumo, urla e sangue. Il giorno dopo l’attentato di Kabul una nuova tragedia si è verificata in Afghanistan, a Jalalabad, nell’est del paese. Il primo bilancio della deflagrazione di un’autobomba all’aeroporto è di una vittima e cinque feriti. L’azione terrorista al momento non risulta rivendicata. Nella capitale, invece, il bilancio cresce di ora in ora. I morti, ad oggi, sono novanta, cinquecento i feriti. Il camion cisterna con due tonnellate di esplosivo che mercoledì ha colpito il cuore di Kabul, ad una manciata di passi dal palazzo presidenziale, più che una notizia, è una conferma: l’Afghanistan è un Paese in guerra. Ora il fungo di polvere e detriti della bomba ha lasciato sul terreno un cratere di quasi dieci metri, mentre si piangono i morti tra i civili. Sul Ramadan che è iniziato il 27 maggio scorso, sventolano di nuovo le bandiere nere.

Dopo quello che Cecilia Strada ha riferito essere «probabilmente il peggior attacco dal 2001», nella capitale afghana si tentano di salvare le centinaia di feriti e gli ospedali sono al collasso. Anche quello di Emergency è stato danneggiato. Era – fino a ieri – il quartiere più calmo della città, sede delle autorità, delle ambasciate di Pakistan, Germania, Iran, Francia, Giappone nella cosiddetta “zona verde”, dove ci sono i palazzi delle istituzioni. Dalle 8.25 di ieri, piazza Zanbaq, verrà ricordata come il teatro di uno dei più feroci attacchi dei radicali islamisti. A rivendicare l’attentato è stato il gruppo Khorasan, vicino allo Stato islamico ed è stato il Daesh stesso a confermare la paternità dell’attacco sul canale Telegram dell’agenzia Aamaq.

Solo un mese fa l’IS aveva colpito le truppe dell’ambasciata americana, ferendo ed uccidendo otto civili. Nel Paese dove il 14 aprile scorso la Moab, la “madre di tutte le bombe”, su ordine del presidente Usa, Donald Trump, è stata sganciata da un C130 ad Achin, uccidendo novantaquattro militari dello Stato Islamico, perfino i talebani hanno condannato l’azione che ha portato alla morte della popolazione di Kabul. L’Afghanistan è un paese in guerra e lo è stato specialmente a maggio, perché lo Stato Islamico che arretra in Siriaq ha compiuto invece in Afghanistan quindici attacchi. L’ultimo è stato registrato pochissime ore fa all’aereoporto di Jalalabad, ad est del paese, dove il bilancio è di una vittima e cinque feriti.

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