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Donald Trump indagato per ostruzione alla giustizia, per il licenziamento di James Comney, ex capo dell’Fbi, e per aver fatto pressione affinché il caso Russiangate fosse archiviato. E a darne per primo la notizia è il Washington post, lo stesso giornale che svelò lo scandalo Watergate e fece dimettere il presidente Nixon

Il primo presidente degli Stati Uniti d’America osserva l’ultimo attraversare la stanza. George Washington dalla cornice dorata del ritratto lo guarda mentre, gamba tesa, punta accigliato lo sguardo verso il basso. Trump ha appena commentato pubblicamente la sparatoria di Alexandria, nei pressi della capitale: «l’uomo che ha sparato è morto». James T. Hodgkinson, ex sostenitore di Sanders, 66 anni, ha aperto il fuoco contro una squadra repubblicana di baseball che si allenava. Steve Scalise, deputato, a true friend and patriot, come l’ha definito Trump su twitter, è rimasto ferito insieme ad altre quattro persone nell’incidente al campo sportivo.

È questo il ritratto che Trump conserverà per il giorno del suo compleanno: una porta che è stata lasciata aperta, una bandiera vicino al camino e un padre fondatore della nazione a cui dà le spalle. Ieri era happy birthday, mister President. Oggi il regalo è arrivato con un giorno di ritardo, una prima pagina, uno scoop. Il presidente Trump, ormai 71 anni e un giorno, è indagato per ostruzione alla giustizia, per il licenziamento di James Comney, ex capo dell’FBI, e per aver fatto pressione affinché il caso russiangate fosse archiviato. Se ne occuperà il procuratore speciale Robert Muller III.

Un altro anniversario è vicino. Era l’otto agosto 1974, quando, per evitare l’impeachment, la messa in stato d’accusa, Richard Nixon rassegnò le sue dimissioni. Il giornale che riportò allora lo scandalo del repubblicano alla Casa Bianca era lo stesso che oggi, per primo, ha dato la notizia dell’inchiesta aperta contro il primo cittadino americano, il Washington Post.

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