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Le aziende russe che forniranno servizi in Siria saranno pagate in gas naturale e petrolio. La Evro Polis, per esempio, riceverà il 25% di petrolio e gas prodotto sul territorio riconquistato allo Stato Islamico.  Uno dei primi a dare la notizia è stato il sito Fontanka.ru.

Due compagnie hanno già beneficiato di questa nuova policy: la Evro Polis, che riceverà profitti da petrolio e gas dispiegando contractors sul territorio e la Stroytransgaz, a cui andrà una miniera di fosfato, in precedenza sotto controllo dei militanti dello Stato Islamico.

Questi accordi, stretti con il governo siriano, «sono incentivi per le compagnie russe affiliate alle agenzie di contractors», che secondo i dati hanno 2500 persone dispiegate sul terreno contro lo Stato Islamico nei dintorni di Palmira.

La Evro Polis, scrive sempre Fontanka, collabora con l’agenzia di contractors Wagner, sotto inchiesta al tempo delle sanzioni contro la Russia per aver spedito mercenari in Ucraina.

«Il Cremlino ha una nuova arma contro lo Stato Islamico in Siria» scrive Andrew Kramer sul New York Times ed «è il profitto». Gli incentivi che verranno dati alle agenzie di contractors che decideranno di lavorare in Medio Oriente contro gli islamisti saranno ora in risorse energetiche naturali.

 

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