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Un autobus, l’islam e piccoli atti di coraggio. I leader musulmani europei hanno deciso che è scoccata l’ora esatta per cominciare un tour europeo contro il terrorismo, ma questa idea è venuta a un ebreo.

L’idea è di Marek Halter, celebre scrittore francese, e di un suo amico, l’imam di Drancy, sobborgo settentrionale di Parigi. Gli imam e tutti i “musulmans contre le terrorisme”, partiti da Parigi, Champs-Elysées hanno fatto tappa a Berlino, Nizza, Bruxelles, per ritornare a Parigi domani, 14 luglio, anniversario della rivoluzione francese, ma anche dell’attacco letale a Nizza, in cui persero la vita 86 persone.

I leader religiosi sono arrivati l’8 luglio dalla Gran Bretagna, Francia, Belgio, Tunisia e hanno incontrato i capi delle altre comunità proprio nel luogo dove il poliziotto Xavier Jugele ha perso la vita ad aprile. Il tour degli imam ha toccato ogni luogo in cui un attentato è avvenuto in Europa per ricordare le vittime e condannare la violenza, da Nizza fino a Berlino. Sono partiti in trenta, ma con l’autobus torneranno in sessanta, perché altri si sono uniti durante le tappe del viaggio.

Intanto continuano in questi giorni in Francia gli arresti per la tragedia di gennaio 2015. La pistola Tokarev e i fucili d’assalto usati dal terrorista Coulibaly a Parigi erano stati comprati da un’azienda di proprietà della moglie di un sospetto trafficante di armi, Claude Hermant. Hermant, ex mercenario in Yugoslavia, dice di averle vendute invece ad un altro trafficante d’armi, noto come Samir L., che è stato fermato e dice di non avere a che fare con questo piano.

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