Ogni giorno si stringe il cerchio intorno allo staff di Donald Trump, in contatto con avvocati, businessman, ambasciatori, diplomatici legati al Cremlino. Sono accuse «inutili e dannose», secondo il presidente russo Vladimir Putin, quelle che arrivano quotidianamente da Washington a Mosca, sin dall’inizio di ottobre scorso, quando gli Stati Uniti hanno ufficialmente accusato il suo paese di intervento durante la battaglia per le presidenziali.

La Russia c’entra col collasso del servizio di registrazione degli elettori durante il referendum sulla Brexit? E quali erano i legami della Russia con l’hacking della campagna francese di Emmanuel Macron durante le elezioni a maggio? L’interferenza russa nelle democrazie occidentali non è certo una novità, risale alla guerra fredda. Ma ora l’attenzione sul tema è massima, con le elezioni tedesche alle porte.

Per il direttore generale dei servizi segreti inglesi – l’M15 – Andrew Parker, la Russia sta usando «una vasta gamma di poteri nella sua politica estera in maniera sempre più aggressiva: propaganda, spionaggio, sovversione e cyber attacchi compresi. La minaccia russa è in aumento anche in Gran Bretagna, usa tutti gli strumenti più sofisticati a disposizione per raggiungere i suoi scopi». Per la prima intervista rilasciata dai servizi segreti inglesi nel Regno Unito, Parker ha scelto il Guardian, il quotidiano che ha pubblicato gli “Snowden files”, «perché riconosciamo che in un mondo che cambia anche noi dobbiamo cambiare».

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