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Lo ius soli è diventato di tendenza: è bastata una foto per far diventare virale la legge sulla cittadinanza. La foto è di Youness Warhou, tra i fondatori del movimento Italiani senza cittadinanza, che dallo scorso 17 luglio impazza sui social. «Tutto è partito dal rinvio di Gentiloni: non ce lo aspettavamo e la rabbia è stata fortissima», ci ha detto Youness «mi sentivo intrappolato in quelli che sono i protocolli del linguaggio istituzionale che impone determinate barriere, mentre io avevo il bisogno dire come mi sentivo senza filtri».
Da questo bisogno è nata una fotografia, postata sui social a poche ore dal rinvio dell’approvazione dello ius soli e che è diventata immediatamente virale: scatenando un vero e proprio movimento intorno all’hashtag #1milione. «Mi trovavo in piazza Vittoria a Reggio Emilia», ci racconta Youness «e mi sono scattato una fotografia con un dito alzato, a simbolo di quel milione di ragazzi che il governo aveva deciso di ignorare per l’ennesima volta».

All’apparenza un gesto semplice, che però è stato in grado di arrivare a moltissime persone che si sono sentiti parte di questa lotta: «In poche ore centinaia di persone hanno cominciato a condividere la mia fotografia, e da lì è partita una fortissima campagna social. Le persone hanno cominciato ad imitare il mio gesto e a rilanciare l’hashtag #1milione e in poco tempo è diventato di tendenza». Il gesto degli Italiani senza cittadinanza è stato imitato da centinaia di persone che hanno così mostrato solidarietà al movimento, e hanno condiviso il gesto anche alcuni esponenti politici, fra cui Andrea Maestri e tutto il gruppo di Possibile, che hanno fatto una forte campagna social legata a #1milione.

Mentre i cittadini si muovono in questa direzione, la politica sembra però avere ben altre intenzioni. Le dimissioni del 19 luglio scorso di Enrico Costa dalla carica di ministro per gli Affari Regionali e il suo ritorno fra le schiere di Forza Italia era già nell’aria quando Costa aveva minacciato di dimettersi se lo ius soli fosse stato approvato. Non è stata quindi una novità, ma è un segnale preoccupante per la maggioranza e per la tenuta del gruppo centrista in Senato; segnale che già si era manifestato proprio con la decisione del governo di rimandare a dopo l’estate l’approvazione definitiva della legge sulla cittadinanza. Un bastian contrario sembra essere Pietro Grasso, deciso a non candidarsi alle prossime elezioni in Sicilia, ma che intima ai partiti di varare in tempi brevi la legge sulla cittadinanza, rendendola una priorità.

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