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La BBC è un all men’s club, un club per soli uomini. Il presentatore maschile è pagato quattro volte più della presentatrice femminile più pagata: Chris Evans, il DJ di BBCRadio 2, guadagna tra i due e i due milioni e mezzo di sterline l’anno, mentre Claudia Winkleman, che conduce Strictly Come Dancing, è pagata dalle 450mila alle 499mila sterline. È un uomo anche il secondo più pagato della lista, il presentatore di Match of the Day, Gary Lineker, con un milione e ottocentomila sterline.

Lo chiamano «an embarassing gender equality row», l’imbarazzante scompenso di eguaglianza di genere, e sta «ingolfando» tutti i programmi della tv più famosa della Gran Bretagna. A capeggiare la battaglia per l’uguaglianza ci sono le 42 «top female broadcasters» della BBC, le 42 presentatrici e giornaliste più famose di tutto il Regno Unito. Stanno chiedendo a voce sempre più alta che si metta fine alla «discriminazione sessuale economica e salariale».

Tutto è cominciato dopo che i compensi di alcuni giornalisti dell’emittente radiotelevisiva più famosa del mondo sono stati resi pubblici. La decisione è stata della premier, Theresa May, in seguito ad una negoziazione del colosso televisivo con il governo. «Qualsiasi cosa la May volesse ottenere, rendendo pubblici i salari dei giornalisti e presentatori che guadagnano oltre le 150mila sterline l’anno, non prevedeva questi picchi di ferocia scatenati dalla pubblicazione del report finanziario degli anni 2016/17 della BBC», continua il Times. Intanto l’emittente si sta preparando per una causa legale per discriminazione sessuale.

Una delle notizie più belle della settimana», scrive il Times di Londra, «è la nascita della BBC sisterhood», la sorellanza giornalistica. «È questo il nuovo summer british sport», il nuovo sport dell’estate britannico. Sui social le battute sono continue: «Un Gary Linker vale 10 Claire Balding?» chiedono gli utenti. Angela Rippon, Gloria Hunniford, Julia Somerville, tra i volti più noti del giornalismo inglese, in un anno, tutte insieme, guadagnano quello che Gary Lineker ottiene in un mese. Ora le chiamano le Charlie’s angels dei programmi tv perché, come dicono loro, vogliono «bashing the greedy to help the needy», colpire gli avidi per aiutare i bisognosi. Le giornaliste, infatti, sul tavolo delle trattative, hanno posto anche questa condizione: non è necessario che i loro salari vengano aumentati per pareggiare quelli degli uomini, basta che quelli dei colleghi maschi vengano tagliati.

Le donne della redazione chiedono che si act now, che si faccia qualcosa adesso, non entro il 2020, come promesso dai vertici: «La BBC è a conoscenza del gap di genere da anni», hanno scritto le donne in una lettera aperta al direttore generale del colosso mediatico, Tony Hall. Sul gender salary gap si è espresso anche il laburista Jess Phillips: «C’è un chiaro problema su come le donne vengono trattate dalla corporazione».

Non è uno scontro da cifre da capogiro questo, ma riguarda tutte le donne che lavorano tra le mura della “Vecchia signora”: solo un terzo di tutti i dipendenti che guadagna oltre 150mila sterline sono donne. La May ha criticato la BBC e ha preteso che tutti gli stipendi dell’organizzazione fossero resi pubblici, anche quelli inferiori alle 150mila sterline. La battaglia per la parità salariale è solo iniziata.

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