Scomparire nel nulla dopo essere stato arrestato. Siamo in Argentina ma non si tratta di una storia di desaparicion forzata risalente agli anni della dittatura civico-militare. È il primo agosto 2017 e questa è la sorte toccata a Santiago Maldonato, un giovane artigiano di 28 anni, che durante una manifestazione in difesa dei diritti del popolo mapuche è stato fermato dalla gendarmerìa nacional «e non si è più visto». L’ultima denuncia in ordine di tempo è dell’organizzazione di giornalisti “Comunicadores de la Argentina” che tramite una nota diffusa in queste ore ha chiesto collaborazione alle associazioni internazionali affinché mantengano alto il livello di attenzione mediatica su questo caso. «Chiediamo il vostro aiuto perché diate notizia della sparizione forzosa di Santiago Maldonado, come tale è stata definita dalla procura che si occupa del caso a dagli organismi per i Diritti umani. Vi sollecitiamo a chiedere del detenuto-desaparecido in ogni occasione che vi si presenti, davanti ai rappresentanti diplomatici, ai funzionari del governo argentino che visitano i vostri paesi e anche agli artisti, sportivi ed accademici».

In Italia, la campagna è stata immediatamente rilanciata dall’associazione per i diritti umani 24marzo onlus che ha messo la storia di Maldonado in relazione alla vicenda di violazione dei diritti umani nei confronti di Milagro Sala (nella foto a destra), la deputata al parlamento del Mercosur e fondatrice del movimento Tupac Amaru di Jujuy, arrestata durante un picchetto in sostengo dei contadini senza terra e detenuta senza processo dal 16 gennaio 2016. Dieci giorni fa le autorità argentine, solo in seguito a una risoluzione delle Nazioni Unite che hanno dichiarato arbitraria la sua detenzione, hanno deciso di concedere alla deputata almeno gli arresti domiciliari. Ma, come scrive l’agenzia Pressenza, si tratta di una casa di proprietà della deputata che è stata saccheggiata da ignoti durante la sua prigionia, è senza luce, acqua, servizi igienici ed elettricità.

La scorsa settimana, la Commissione per i diritti umani dell’Organizzazione degli Stati americani ha chiesto al governo argentino di «prendere le misure necessarie» per ritrovare il giovane Santiago Maldonado e «indagare sui fatti relativi alla sua scomparsa». «Nulla si sa sul suo destino», ha precisato la commissione. L’ultima volta che il giovane è stato visto si trovava nella comunità mapuche di Chubut, durante una protesta per chiedere il rilascio del leader della collettività, Jones Huala. Testimoni hanno riferito che alcuni dei manifestanti sono fuggiti all’arrivo della gendarmeria sul posto: il giovane, hanno precisato, è stato arrestato e subito portato via su una camionetta. Da quel momento non si è più saputo nulla. Secondo quanto riporta l’Ansa, il ministro per i Diritti umani, Claudio Avruj, ha escluso «ogni indizio» su una presunta «sparizione forzata» del giovane, cioè per mano dello Stato come avveniva durante la dittatura civico-militare degli anni 70. «Tutte le possibilità sono aperte», ha precisato dicendo che il governo sta facendo tutto il possibile per chiarire il caso. Staremo a vedere.

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