L’ultimo concerto di Paola Cadelli è un libro di pure emozioni che rapisce. I suoi capitoli, brevi ma intensi, sono scanditi da un linguaggio semplice e profondo, asciutto e senza sbavature, capace di raccontare tutte le declinazioni e le sfumature degli affetti umani. I suoi personaggi sono personaggi che possiamo incontrare in qualsiasi momento della nostra vita reale. Eppure essi non sono mai scontati, rigidi o usuali. Vivono spesso ai limiti del sogno, senza per questo essere meno concreti e palpabili.
Jeanne, la protagonista, è una pianista francese che vive a New York: ribelle, anticonformista, con un talento musicale straordinario e una storia durissima che si snoda via via nel libro in una serie infinita di flashback e di rimandi al presente. Al suo fianco Leonardo, “medico eccentrico e visionario”. Abilissimo nella medicina del corpo, ad essa unisce una straordinaria e particolare acutezza nell’indagare i meccanismi più profondi dell’umano e una capacità singolare di percepire intensamente i battiti del cuore di chi ha vicino.
La loro è una storia particolare e misteriosa. Si incontreranno solo 4 volte nella vita ma rimarranno segnati e legati da un rapporto intenso, profondo e originale. Intorno ad essi si muovono altri protagonisti, le cui storie si intrecciano tra loro avanti e indietro nel tempo, attraversando la Seconda guerra mondiale; l’occupazione nazista con le deportazioni, le violenze, i dolori indicibili, la resistenza; il crollo delle Torri gemelle; il disastro di Cernobyl.
Le atmosfere a volte surreali, a volte oniriche, a volte convulse che avvolgono le vite dei personaggi si dissolvono tra le vie di New York, sulle spiagge della Bretagna, della Normandia, nell’Italia del Nord, in luoghi fiabeschi come l’isola che non c’era e che poi appare in una notte, all’improvviso, simultaneamente a un evento drammatico, in mezzo ad un lago imprecisato e sconosciuto, dove vivono Matilde e Janos, bizzarri scultori di statue di sabbia, viaggiatori immaginari. “Noi non siamo pazzi, Ilka, e nemmeno dei ciarlatani. Siamo solo dei viaggiatori, sì, questo è il termine esatto. Quando inizi a conoscere il mondo, ti rendi conto di quanto è piccolo il giardino di casa tua. Non è un pensiero profondo, è normale, è così per tutti. Ma quando inizi a viaggiare dentro te stesso, l’esperienza è ancora più entusiasmante e può lasciarti senza fiato. Chi non riesce a svelare il mistero che ha dentro di sé non capirà nemmeno il mistero del mondo, Ilka.“Paola Cadelli racconta le sue storie ricche di suggestioni forti con agilità ed eleganza, in una continua rêverie scandita dalla musica. Versi dei Muve marcano idealmente attimi di umana tensione, mentre il preludio op. 28 n.4 di Chopin è il fil rouge misterioso che, come un fiume carsico, continuamente appare e scompare tra le pagine dove le vicende si sovrappongono come i tasti neri e bianchi di un pianoforte, altro protagonista del libro che Jeanne incontra come fosse uno sconosciuto e comincia a suonare per caso, senza sapere una nota e senza sapere come. “Io non amo la musica- dice Jeanne -io sono la musica.”
Come se la musica rendesse tutti uguali e diversi. Permettesse di cambiare, di essere invincibili di fronte al dolore e di restare insieme.

L’appuntamento è a Pordenonelegge. in Palazzo Montereale Mantica. Paola Cadelli  presenta L’ultimo concerto sabato 16 Settembre alle  20, 30 con Roberto Calabretto. Presenta Paola Dalle Molle. In collaborazione con Circolo della cultura e delle arti di Pordenone

Commenti

commenti