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Il bilancio dell’esplosione all’interno della metropolitana di Londra, avvenuta stamattina alle 8.20 in un treno all’altezza della fermata Parsons Green, è di 22 feriti. Diciotto di loro sono stati trasportati dal London ambulance service, intervenuto sul posto dopo pochi minuti, altri quattro si sono presentati autonomamente presso gli ospedali della capitale britannica, come conferma il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito. Nessun ferito è in pericolo di vita. La maggior parte di loro hanno riportato ustioni.

Scotland Yard ha confermato che si tratterebbe di un «attacco terroristico», causato da un «ordigno improvvisato» (in gergo tecnico un “Ied”, improvised explosive device), che sul quale si stanno ancora svolgendo analisi forensi.

Le indagini vengono condotte dal nucleo anti-terrorismo della polizia metropolitana, le indagini sono sostenute dai colleghi dell’Mi5, i servizi segreti britannici. La premier Theresa May ha trasmesso la sua vicinanza ai feriti, e ha subito convocato un incontro d’emergenza del comitato Cobra, l’unità di crisi del governo britannico.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha dichiarato:«La nostra città condanna gli orribili individui che cercano di utilizzare il terrore per danneggiarci e distruggere il nostro stile di vita». E, ai microfoni di radio Lbc, ha affermato che è in corso una caccia all’uomo, senza specificare altri dettagli. Per il momento, la polizia metropolitana non ha confermato nessun arresto.

Alcuni passeggeri hanno dichiarato di essere stati colpiti da una «palla di fuoco». Si tratterebbe di un ordigno che è esploso solo parzialmente, collegato ad un timer, nascosto all’interno di una busta della spesa.

L’ordigno è stato ripreso anche da un video amatoriale, circolato su vari network internazionali.

Renzo Guolo, professore di sociologia dell’Islam presso l’Università di Padova, ai microfoni di Rai News24 ha sottolineato come «l’Isis non è più in grado di operazioni “in grande stile”, tipo il Bataclan» e come questo attacco sia frutto della «fase di acuta debolezza dello Stato islamico in Medio oriente legata alla fine della sua esperienza statuale». Questo declino però «non porterà alla fine del radicalismo jihadista». «Tanto più lo Stato islamico viene ridimensionato, tanto più assisteremo a gesti “in scala minore”, ma non per questo meno pericolosi», conclude Guolo.

Si tratta del quinto attacco terroristico che ha colpito Londra da marzo scorso, quando una auto guidata da Khalid Masood si è lanciata sulla folla sul ponte di Westminster: morirono 5 persone, oltre al terrorista.

Il Guardian sta seguendo in diretta gli sviluppi delle indagini, con aggiornamenti costanti.

 

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