Condividi

«Editore per forza. Un libraio al ‘confino’ non può che dedicarsi ai lavori forzati. Quindi ho fatto l’editore perché la grande editoria non era più interessata a stampare libri su Ventotene. Dalla semplice guida fino a testi più importanti. Ventotene è un luogo fondamentale per la storia d’Italia e non solo. E mi sembrava assurdo che ci fosse questo totale disinteresse e disattenzione».
Ci vuole coraggio, ma lui, Fabio Masi, libraio de L’Ultima spiaggia ed editore dell’omonima casa editrice , non si è perso d’animo. Così dopo la scelta di aprire una libreria sull’isola – da aprile ad ottobre – nel 2009 ha scommesso anche sull’editoria.

Un’avventura che ti vede un po’ libraio e un po’ ricercatore di storie…

Fui coinvolto da un libro pubblicato una prima volta nel ’56. Era l’autobiografia di un anarchico, Mariani, che aveva commesso un attentato particolarmente odioso. Nel 1921 aveva messo una bomba al teatro Diana di Milano uccidendo 21 innocenti. Per la gravità del reato viene condannato a 13 anni di isolamento nel carcere di Santo Stefano e riesce a resistere a questi anni durissimi. Non impazzirà e resterà vivo grazie ai libri. Saranno i libri a fargli compagnia. Terminato l’isolamento avrà l’incontro fondamentale con Sandro Pertini che ne resta colpito per la sua forte personalità. Terminata la seconda guerra mondiale Pertini riuscirà a fargli ottenere la grazia e Mariani, tornando libero, riconosce il ruolo fondamentale dei libri. E per sopravvivere farà il libraio. Fino alla fine dei suoi giorni in Liguria, la terra dove io vivo attualmente a parte i sei mesi che trascorro a Ventotene.

E quindi, Ventotene, la Liguria, ma come sei diventato editore?

Da questo libro, la storia di Mariani, ho scoperto che fare il piccolo editore è una cosa divertentissima. E i risultati poi si vedono perché chi viene a Ventotene cerca e compra testi sulla ricca storia locale, per cui oramai siamo arrivati a trenta pubblicazioni. E soprattutto la libreria diventa lo specchio della realtà nella quale opera attraverso le pubblicazioni riguardanti il territorio, sia quelle pubblicate da noi come Ultima Spiaggia che quelle di altre case editrici. Qui in libreria i libri su Spinelli sono i testi più venduti anche rispetto agli grandi autori.

Un buon libraio deve saper organizzare la libreria con equilibrio…

Bisogna non trascurare i bestseller che sono fondamentali per la sopravvivenza della libreria, andando incontro al gusto della maggioranza dei lettori senza dimenticare però i propri gusti e quella che viene definita la cosiddetta “libreria di proposta” con quei titoli spesso pubblicati dall’editoria meno conosciuta. Insomma, secondo me bisogna uscire da questa dicotomia fra piccoli e grandi editori.

Cosa pensi dei grandi editori?

Le grandi catene spesso si dimenticano che il mercato editoriale è composto anche da altri e non solo da loro. Questa è una cosa che mi piace rivendicare con forza. Non è il piccolo che combatte contro il grande per dire “io sono più bello”. Ma per dire che siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo cercare di remare tutti nella stessa direzione. Ci sono gli esempi concreti da seguire, come il mercato francese e quello tedesco.

Ventotene è diventata negli anni un crocevia di incontri.

Assolutamente si. L’esempio clamoroso è del 1943 quando gli americani sbarcarono sull’isola e con loro sbarca il più grande scrittore che abbia mai visitato Ventotene. Era un soldato, o meglio, un reporter dal fronte, il suo nome era John Steinbeck che racconta in maniera molto divertente e dettagliata come gli americani conquistarono l’isola, in un libro pubblicato oggi da Bompiani che si intitola  Cera una volta la guerra che raccoglie tutti i suoi articoli dal fronte. Ma di Ventotene ha parlato anche un altro grande che si chiama John Williams autore di Stoner il quale nel romanzo biografia su Augustus, padre di Giulia, nelle sua immaginazione ha riprodotto un ipotetico diario che Giulia teneva qui dall’isola di Ventotene nel quale raccontava la sua sventura ma anche il suo rapporto d’amore profondo con il padre benché l’avesse esiliata a Ventotene. Fino ad arrivare agli autori contemporanei che sono quelli ospiti del festival Gita al Faro. Tra questi numerosi premi Strega.

Come vedi il futuro delle piccole librerie?

Io penso che il mercato del libro cartaceo non morirà mai, come non moriranno le librerie. Il valore aggiunto che crea una libreria sul territorio è enorme sia per la valorizzazione della storia, ma anche perché proprio è uno dei pochi luoghi dove le persone tornano e amano incontrarsi. Io sono conosciuto come il libraio di Ventotene, ma ho la fortuna di “navigare” anche in una libreria a Camogli e una a Genova. Anche lì ugualmente si ripete lo stesso meccanismo. Ed a Genova abbiamo riaperto in una nuova sede chiamandola “L’amico ritrovato” anche  in omaggio al libro di Fred Ulman.

Come trovi le storie dei libri che pubblichi?

Uno tra i libri che abbiamo pubblicato nel 2011 è Mi odisea di Juan Matas nato dall’incontro fortuito all’Ultima spiaggia. Il figlio dell’autore del testo era venuto a Ventotene proprio per visitare i luoghi in cui era stato confinato il padre. Entrando in libreria cominciò a raccontarmi questa storia di cui non ne sapevo nulla. Non solo io ma neanche i ventotenesi. È la storia di nove spagnoli che avevano combattuto contro Franco e una volta persa la guerra, per evitare l’arresto prendono una barca e cercano di raggiungere il nord Africa. Dopo una serie di peripezie vennero arrestati in Italia e mandati al confino di Ventotene. Uno dei nove, il papà del turista che venne a Ventotene nel 2010, scrisse la loro avventura e proprio grazie al figlio ho avuto la fortuna di avere gratuitamente dall’editore spagnolo i diritti per poter pubblicare e tradurre il testo in italiano e portare questa testimonianza anche ai lettori italiani.

Storie di uomini liberi che lottano per difendere il loro pensiero e storie che si incrociano al di là dei confini.
Sì è così. Da questo pellegrinaggio fatto dal figlio nel 2010 nasce poi la traduzione nel 2011 e qualche anno dopo nasce un altro libro ancora. È La figlia del partigiano O’ Connors di Michele Marziani che trae ispirazione per il suo libro sia leggendo Mi odissea di Juan Matas, che da un grande cantante irlandese Christy Moore che gli narrò, durante una cena avvenuta a Dublino, le epiche avventure della V Brigata composta da soli irlandesi che partirono alla volta della Spagna per combattere al fianco dei repubblicani. Tutto questo è raccontato in una bellissima ballata di Christy Moore che si chiama viva la V brigata.

Le storie degli uomini liberi di Ventotene sono un’ispirazione per la libertà di un libraio e un editore indipendente?
Certo, è proprio così. È la storia che si respira qui, il mare, le vite di coloro che vi sono passati. Tutto questo è diventato un mio patrimonio culturale che amo restituire ai lettori.

 

Commenti

commenti

Condividi