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Il ministro dell’Interno Marco Minniti il 26 settembre risponde alle domande di Enrico Mentana presso l’Ex mattatoio di Roma al Testaccio, di fronte al pubblico amico della festa dell’Unità. Ad attenderlo, però, ci sarà anche il pubblico “meno amico” di attivisti e centri sociali, radunati sotto l’insegna “Minniti, Roma non ti vuole!”.

I manifestanti bocciano Minniti su tutta la linea: «Da un lato – si legge nel comunicato dei militanti di sinistra – gli attacchi e le restrizioni alle Ong che negli anni hanno salvato migliaia di vite nel Mediterraneo, gli accordi e i finanziamenti a Niger, Libia e Ciad per costruire veri e propri lager dove i migranti vengono detenuti tra violenze e soprusi. Dall’altro le politiche liberticide del decreto sicurezza, che in nome di una distorta idea di decoro attaccano gli ultimi, invece di combattere la piaga dell’impoverimento promuovendo politiche di welfare e l’estensione dei diritti. Lo zelo nella pulizia sociale del centro sinistra è tale, che incontra anche il plauso della destra neofascista».

Nella nota viene poi ricordato il «vergognoso sgombero dei/lle rifugiati/e di piazza Indipendenza», per poi concludersi così: «Rifiutiamo ogni razzismo, sia quello di Minniti sia quello speculare delle destre xenofobe che indicano nei migranti un facile capro espiatorio».

Anche a Firenze, dove il capo del Viminale il 23 settembre ha presenziato al Festival delle Religioni, una folta platea di manifestanti, in gran parte costituiti dai Comitati di lotta per la casa, si è trovata alle 10.30 davanti alla Prefettura per “dare il benvenuto” al ministro, al grido di «O le case, o le barricate».

A definire «criminale» la politica di Minniti, perché «esprime una visione razzista della società», è anche il fondatore di Emergency Gino Strada. Potete trovare la sua intervista su Left n.38 in edicola.

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