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Dare una prospettiva ai giovani, combattere l’ingiustizia sociale, sostenere sviluppo e occupazione, investire in ricerca, in conoscenza, per studiare vie di uscita dalla crisi, non solo economica, in cui versa il Paese. Sono alcune delle molte questioni dirimenti che vorremmo fossero affrontate in questa campagna elettorale già cominciata. Malissimo. Forse siamo ingenui, ma non ci saremmo aspettati l’oltraggio dell’elemosina di 80 euro proposti dal segretario del Pd, Matteo Renzi, alla Leopolda8. Un brivido è corso per la schiena alle sue parole: «Un Paese in cui non si fanno figli è un Paese senza futuro». Dare figli a dio e alla patria è il giogo a cui le donne sono state sottoposte in tutte le dittature. Il pensiero corre al clerico-fascismo con cui l’Italia non ha mai fatto davvero i conti.

Ma tornano alla mente anche tristi episodi del passato recente, come gli inaccettabili manifesti che il ministro della Salute Lorenzin fece realizzare a spese del contribuente per pubblicizzare il Fertility Day. L’ex premier Renzi che paternalisticamente incoraggia i Millennials a provarci rischiando di «battere boccate» fa da pendant a Berlusconi che propina narrazioni tossiche in prima serata nel salotto tv di Fazio: «Dell’Utri? Un padre della patria, un grande bibliofilo». Come se non fosse stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto garante dell’accordo fra il Cavaliere e Cosa Nostra tra il 1974-92. Come se non fosse stato rinviato a giudizio per peculato nell’ambito del saccheggio della Biblioteca Girolamini ad opera del direttore De Caro oggi anche lui in prigione. Un profluvio di fake news, senza che il conduttore di Che tempo che fa proferisca parola. Neanche quando Berlusconi lancia la bufala della pensione di mille euro per tutti e dice di voler togliere l’Iva al cibo per cani, pensando agli ottantenni; gli altri, poveretti, certo non lui che si sente un quarantenne.

Vent’anni e passa di Drive in ci hanno rincoglionito tutti? Oppure questa stolida pantomina, questo smaccato schiaffo al Paese reale che non ce la fa ad arrivare a fine mese (ma che non ha smesso di lottare) potrebbe nascondere una buona notizia…. Pensiero stupendo, nasce un poco strisciando, ma a poco a poco si fa sempre più strada. Fino a prendere forma e concretezza incontrando tenaci esponenti della pur frammentata sinistra italiana, laica e non arresa; non leader e leaderini cresciuti “in serra”, ma militanti che fanno politica nei territori, nelle associazioni anti razziste, per la difesa del paesaggio e dell’arte. Pensiero stupendo che prende forza tuffandosi nella manifestazione contro la violenza sulle donne organizzata da Non una di meno. E si libra quando veniamo a sapere che la Cgil ha rifiutato l’indecente proposta del governo sulle pensioni che punta a creare uno scrontro fra generazioni diverse. Un “no” che è costato la rottura dell’unità sindacale, ma che con le mobilitazioni al via il 2 dicembre assume un senso che va ben al di là della pur importantissima questione pensioni.

È un sonoro no alle politiche di questo centrosinistra che, invece di riformare il fisco, tagliare spese militari e recuperare l’evasione fiscale sceglie di reperire risorse a scapito dei diritti dei giovani, delle donne, dei soggetti più fragili. Un sonorissimo no che evoca quello che si levò un anno fa, il 4 dicembre, in particolare dai giovani riuscendo a fermare la controriforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini. Anche la Cgil fece campagna per il no. E ora la segretaria generale Cgil, Susanna Camusso, commentando il tentativo di Renzi di bypassare sindacati e corpi intermedi dice: «Pensare che si possa governare società complesse, come sono quelle del secolo in cui viviamo, senza la rappresentanza è un’idea completamente sbagliata, sul piano democratico, sul piano del consenso, del riconoscimento, della partecipazione. Come spesso accade la realtà poi si incarica di togliere di mezzo le fantasticherie, come quella dell’uomo solo al comando. Le società complesse hanno bisogno di partecipazione, di collegialità, di collettività, di costruzione di meccanismi di solidarietà».

Pensiero stupendo: nonostante la truffa del Rosatellum passato a colpi di fiducia, la sinistra potrebbe ritrovare le gambe e correre. Qualcuno parlava di sindacato cinghia di trasmissione. Forse è solo un sogno. Intanto cominciamo a rimboccarci le maniche dedicando la storia di copertina al diritto alla salute con il contributo della Cgil funzione pubblica e del nuovo segretario generale Cgil medici, Andrea Filippi, a cui facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.

L’editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola


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