Volete misurare, in modo un po’ sommario ma oggettivo, la temperatura del mercato del lavoro nel vostro territorio? Basta sfogliare gli annunci di lavoro. Già alla prima lettura delle offerte, fatta da una persona esperta, che conosca il mondo del lavoro in tutti i suoi aspetti, si può notare facilmente come una percentuale importante (La metà? Forse di più?) sia fasulla.

E le tipologie del “falso” rispettano una casistica ormai consolidata.

Abbiamo – sono le prime a saltare all’occhio – le offerte in palese violazione del diritto del lavoro: «cercasi apprendista esperto», «azienda attiva nell’organizzazione eventi cerca stagista con almeno un anno di esperienza nell’organizzazione eventi», «cercasi tirocinante per confezionamento carni in possesso di attestato Haccp», «cercasi disabile con buone capacità fisiche, sensoriali e psicologiche». Sono sempre parecchie e ne compaiono persino tra le offerte pubblicate dai Centri per l’impiego. Ci sono poi offerte la cui valenza è penale: tentativi di furto di dati, phishing, molestie sessuali, richieste indebite di denaro.

Ma una lettura più approfondita permette di scoprire vere e proprie vendite di prodotti mascherate da offerte di lavoro: corsi di scadente qualità, materiali per il montaggio di qualche oggetto, servizi che se fossero effettivi (e non una tentata truffa) chiameremmo “caporalato”.

Seguono – ma non in ordine di frequenza perché il caso è tipico – le offerte per posizioni appetibili che nascondono attività di vendita porta a porta: «per apertura nuovo punta vendita cercasi addetti». Chi risponde si trova coinvolto in situazioni equivoche come quella raccontata da Vanessa:

Ciao a tutti, questa volta ci sono cascata, di solito vado sempre a cercare commenti su internet, il 15 di questo mese ho cominciato il così detto corso presso la XXX che ogni giorno attendevo la sera la conferma se ne ero passata lo Step successivo, ci hanno chiesto prima di firmare il contratto di fare degli allenamenti presso i nostri amici e conoscenti con obbligo di farne 12 app organizzati da oggi a domani, dandoci un manager con il kit x fare l’analisi, ho fatto brutta figura con i parenti. L’interesse era di vendere subito e non di fare allenamento, corso durava dal 15 al 24 dopo di che si passava sempre ogni giorno gli Step giovedì sarebbe stata la firma del contratto. Io oggi dopo la telefonata del manager ho capito che solo una presa in giro x sfruttare le nostre conoscenze x vendere ste macchine tanto che frustrata x la mia ingenuità e x il tempo perso li ho deciso che non andrò più, ho trovato i vostri commenti e non ho resistito non aggiungere il mio di commento. In realtà vengo a scoprire che nulla è vero xke poi ti chiedono di aprire una partita IVA dandoti solo € 300,00 di rimborso spese e tu devi girare con la scusa dell’analisi e vendere le macchine avendo poi 10% sulle vendite. .. ma questo lo ho scoperto oggi fuori. Che tristezza

Gli enti che utilizzano questo metodo per la ricerca di personale possono essere Onlus che raccolgono fondi solo per se stesse, ma anche aziende che vendono prodotti “dietetici”, elettrodomestici, depuratori, contratti del “mercato libero” acqua-luce-gas-telefono. Nel campo dell’energia, un’indagine nazionale Federconsumatori ha chiarito che questi contratti liberi sono mediamente più costosi del 17 percento: non si stenta a credere che una simile percentuale attiri molti appetiti nel mondo del multilevel marketing: una piramide dove chi sta sopra vive delle vendite di chi sta sotto, fino alla larghissima base di chi non vedrà mai un euro e, nel migliore dei casi, verrà presso gli sportelli della Cgil a farsi spiegare le varie clausole capestro del suo cosiddetto contratto di lavoro. La più evidente è il mancato pagamento dei periodi di prova: li si definisce “formazione”, e il gioco è fatto. Ce lo racconta, vivacemente, Roberta:

Allora vi aggiorno: praticamente del fisso mensile come immaginavo ti danno la cifra di 1000 € solo se raggiungi determinati obiettivi, ovvero da quello che mi hanno detto di 60 consulenze (non vendite) da fare ogni mese dopo aver fissato un appuntamento per lo più all’inizio ad amici e parenti e poi ad altro…se ne fai meno non si sa, non mi è venuto in mente lì per lì di chiederlo..ti fanno un corso che dura un paio d’ore su quello che c’è da dire, riguarda comunque XXX e cose simili..non è quello che pensavo sinceramente, non devono scriverci fisso negli annunci perché in realtà non è così..ti raggirano solo per farti abboccare, ma ormai la gente è scettica e non ci crede più (fa bene a non accettare se non ha voglia di sbattersi per ricevere pochi euro al mese se poi te li vogliono dare)…

Sembra quasi che la regia di queste selezioni sia stata studiata da qualche guru che ha letto e mal digerito pratiche motivazionali all’americana, elaborandone una versione particolarmente aggressiva, da somministrare a chi resiste al meccanismo dell’inganno e accetta comunque di provare a suonare un po’ di campanelli.
Nelle testimonianze delle persone coinvolte non manca mai la musica ad alto volume, grida di guerra del venditore porta a porta, il disprezzo per il cliente. Perché, nonostante gli interventi delle Iene e la sempre maggiore attenzione della stampa ancora qualcuno ci casca? La risposta è semplice: per disperazione. La disperazione mina profondamente la capacità di difendersi, travolge il buon senso, la capacità di calcolare le convenienze. La disperazione rende fragili e c’è, naturalmente, chi ne approfitta. Lo ha capito una nostra amica, e ce lo ha raccontato così:

Poco fa mi ha chiamato una tizia si vede a distanza ke si tratta di un porta a porta.. mi mente dicendo ke è di un agenzia interinaria di bari (senza dire il nome e ha l’accento napoletano) mi dice il nome dell’azienda interessata revolution……….ragazzi mi avranno kiamato sotto questo nome un 6 volte….. attenti.. ke loro ci guadagnano a prendervi in giro

A monitorare il fenomeno ci pensa la pagina facebook Lavoro Anomalo, che opera dal 2012, con l’aiuto dei suoi fan, ormai oltre 38mila. Non si fa semplicemente informazione: si fa autotutela. La comunità ha insegnato a tanti giovani italiani in cerca di occupazione a controllare la veridicità delle offerte di lavoro pubblicate online, a verificare la partita Iva e il numero di telefono scovando un numero infinito di inganni. Lavoro Anomalo, per il suo impegno, ha ricevuto presto molta attenzione dai mezzi di comunicazione nazionali e, forse di conseguenza, anche parecchie minacce, perché la trasparenza ha nemici agguerriti. Si va dai messaggi francamente (e fisicamente) intimidatori, agli insulti, alle minacce di querela rivolte agli amministratori della pagina. A quanto pare occorre ribadire che la libertà di parola e di critica non riguarda solo i clienti di alberghi e ristoranti, ma anche il mercato del lavoro, a partire dalla prima tappa: l’offerta.

 

Margherita Bernardi coordina il Servizio orientamento lavoro (Sol) della Cgil di Firenze, che da tempo collabora con la pagina Lavoro Anomalo, e denuncia quotidianamente i “lavori truffa” grazie anche alle campagne mediatiche #spariredairadar e #bastabidoni

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