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Trump ha deciso. Alcune parole sono vietate. Gli scienziati che lavorano al Cdc (Center for disease control, l’analogo americano del nostro Istituto superiore di sanità) non potranno usare sette termini nei loro lavori. I sette termini sono: transessuale, feto, diversità, vulnerabile, diritto, basato sulle evidenze, basato sulla scienza. Un approccio medioevale, da santa inquisizione, verso l’attività scientifica. Aggravata dal fatto che l’attività del Cdc è finalizzata alla sanità pubblica, quindi a tutte quelle attività il cui scopo è il benessere della popolazione. Non è chiaro se questo significa che, per esempio, le decisioni del Cdc non potranno più essere basate sull’evidenza scientifica di un fenomeno. Che accadrà, per esempio, in presenza di epidemie? Gli epidemiologi del Cdc non potranno dire che ci sono evidenze tali da imporre di prendere contromisure? O anche gli scienziati non potranno più opporsi a quanti dicono che non ci sono evidenze scientifiche del fatto che i vaccini proteggono la popolazione da malattie pericolosissime. Non potranno usare l’argomentazione che “lo dice la scienza”.Trump sta dicendo che gli scienziati non possono dire che sono scienziati quando fanno comunicazione! È un via libera alle fake news in ambito sanitario! Perché non potranno essere contestate con la frase “L’evidenza scientifica dice che…”. Evidente l’intento di proibire l’uso della parola feto. La scienza medica ha chiarissima la differenza tra feto e neonato. Se non si può più usare la parola feto allora quello che deve ancora nascere deve essere pensato come un bambino. Ma se non c’è differenza tra feto e neonato, la volontà è evidentemente quella di comunicare l’idea che la nascita non esiste. Il che implica, ovviamente, che l’aborto sarebbe l’omicidio di un bambino.

Io penso che questa censura preventiva di Trump sia soprattutto un’operazione anti-culturale e poco anti-scientifica. La scienza proseguirà senza alcun problema, perché non c’è alcun dubbio che non ci sarà ricercatore o medico che smetterà di chiamare il feto “feto” oppure che smetterà di valutare le evidenze scientifiche…perché lo dice Trump! L’idea invece è quella di comunicare all’opinione pubblica che la scienza e i metodi di indagine che la caratterizzano sono equivalenti alle chiacchiere che si possono ascoltare al bar. La cosa meno ovvia è la reazione che c’è stata in conseguenza a questo annuncio. Perché in realtà Trump sta semplicemente attuando una “politica” che è esattamente la politica che vuole il suo elettorato ultra conservatore e ultra cristiano. Papa Bergoglio sarà rimasto molto soddisfatto della mossa di Trump! La Chiesa infatti ha una dottrina che definisce persona l’embrione appena fecondato. Di fatto stabilendo che il feto non esiste perché l’embrione è già un bambino! Per la Chiesa la parola “feto”, di fatto, non definisce qualcosa di diverso dal bambino. E per di più il bambino in realtà non è essere umano prima del battesimo: Bergoglio disse nel 2014: «Un bambino non battezzato non è lo stesso che un bambino battezzato». Compreso tutto ciò, la cosa che mi ha molto sorpreso è stata la generale levata di scudi contro Trump (salvo poi dimenticarsene completamente nel giro di 24 ore). Allora lo sapete tutti, voi che celebrate il papa e il suo pensiero come ciò che salverà la sinistra, che in realtà quello che sostiene la Chiesa è completamente falso e che dire che il feto non esiste equivale a dire che la nascita non esiste. Allora lo sapete tutti che c’è una enorme differenza tra il feto e il bambino. Ed il motivo è ovvio ed evidente: alla nascita compare un bambino che prima della nascita non c’era. E il motivo è altrettanto evidente: compare una mente che prima della nascita non c’era. Sapete tutto, voi che celebrate il papa come una bravissima persona.

Quando Trump dice “non si può dire feto” vi rendete conto che è una assurdità, una pazzia totale… ma poi vi accorgete che questo significa dire che il papa dice scemenze. E poi vi accorgete anche che dire questo vuol dire riconoscere l’esistenza della nascita. Bravi. Avete capito. Continuate a fare finta di niente ma avete capito. Penso che questo in fondo sia importante. Se vi siete scandalizzati per Trump che censura queste parole avete capito che dire cose false è una violenza. Probabilmente non avete ancora capito che anche non dire cose vere, pur avendone la conoscenza e avendo la possibilità di dirle, è una violenza. È l’espressione della pulsione di annullamento teorizzata da Massimo Fagioli in Istinto di morte e conoscenza. Ignorare, fare come se qualcosa o qualcuno non esistesse, non è una passività. Al contrario degli oggetti che non hanno un’attività propria, per gli esseri umani l’ignorare qualcosa è un’attività psichica. Bisogna capire che tipo di attività è: può essere una buona cosa quando quello che si ignora non ha valore. Quando si ignora una cosa falsa. Allora è un’indifferenza. Può essere una cosa negativa quando quello che si ignora ha invece un valore e si afferma implicitamente qualcosa di falso. Quando, per esempio, si annulla la nascita e si pensa un bambino come un essere non nato, uguale al feto, la cui unica identità sarebbe quella della genetica. Si diranno cose false del bambino perché si avrà un rapporto falso con esso. Allora è un’anaffettività. L’indifferenza non fa male. È allontanarsi, non interessarsi. Ma non c’è l’idea di non esistenza. È un mettere da parte senza annullamento. È l’esito della fantasia di sparizione. È una attività che può essere pensata come separazione e ha come fondamento la nascita. L’anaffettività fa molto male. È un’attività che è fare come se qualcosa che esiste in realtà non esistesse (e quindi non fosse mai esistito). È l’esito della pulsione di annullamento. È una attività che elimina l’oggetto di rapporto e il rapporto con esso e non permette alcuna conoscenza di esso. Mi scusi il lettore se parlo così spesso in questi editoriali di Fagioli e del suo lavoro. Io sono convinto che evidenziare ogni volta come questo splendido pensiero di Fagioli ha la possibilità di leggere quello che accade nel mondo, è un lavoro fondamentale per Left. Perché la nostra ambizione è sviluppare un pensiero politico di sinistra che non sia l’ennesima utopia irrealizzabile.

L’editoriale di Matteo Fago è tratto da Left in edicola


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