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“Esprimo piena soddisfazione per l’assoluzione in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi. In questo Paese bisogna finirla di scaricare sui servitori dello Stato le responsabilità dei singoli, di chi abusa di alcol e droghe, di chi vive al limite della legalità. Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze. Senza che siano altri, medici, infermieri o poliziotti in questo caso, ad essere puniti per colpe non proprie”.

E poi.

Su Federico Aldrovrandi: “La condanna è ingiusta, si tratta di un errore giudiziario. Di fronte al dolore della madre non abbiamo nulla da eccepire ma non possiamo confondere verità con pietismo. Tutti i giorni muoiono giovani sulle strade, ma non diamo la colpa alle strade. C’è più di un ragionevole sospetto, le cause della morte di Aldrovandi sono altre. Non è il fermo di polizia la causa”.

A proposito della legge sulla tortura: “L’obiettivo della legge è difendere non la brava gente, ma fornire strumenti ai delinquenti. Le vera vittima di questa legge sono le persone perbene”. E poi: “Acute sofferenze psicologiche. Cosa significa sofferenza psicologica verificabile? Da che cosa, da una ricetta medica per farmaci ansiolitici o da una perizia a pagamento? Ogni delinquente può lamentare sintomatologie avendole apprese da Internet”.

Sono le parole non di un Giovanardi qualsiasi ma di Gianni Tonelli, segretario del Sindacato autonomo di Polizia, candidato blindato nella Lega di Salvini. Uno che è riuscito addirittura a beccarsi le rimostranze dei suoi stessi colleghi che giusto ieri hanno detto: “Ora è tutto chiaro: la maglietta della polizia di Stato regalata a Salvini aveva un obiettivo politico”, in riferimento a una maglietta della divisa indossata da Salvini durante un comizio. “Ci prepariamo ad una campagna elettorale che vedrà sicurezza e lavoro tra le priorità dell’agenda sociale e politica. Un rappresentante dei poliziotti tra le file di un partito che parla di sicurezza in termini di paura mirando alla pancia della gente, senza pensare minimamente ai problemi reali della nostra categoria”.

Bravo Tonelli. Salvinista da così poco (eppure così uguale da sembrare un gemello separato alla nascita) è già riuscito nel miracolo di beccarsi le reprimenda dei suoi colleghi ancora prima di sedersi sulla poltrona.

Buon mercoledì.

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